Koulibaly e i cori razzisti: troppo pochi i 4 minuti di sospensione di Irrati?

08 febbraio 2016 ore 16:35, Americo Mascarucci
"Allo stadio si sentivano dei cori contro un ragazzo di colore e io ho utilizzato lo strumento della sospensione del match. Il giocatore mi ha ringraziato per il coraggio, salutandomi normalmente a fine partita". 
E’ quanto dichiarato da Massimiliano Irrati, l'arbitro che ha interrotto per alcuni minuti la partita di mercoledì scorso fra Lazio e Napoli, a causa dei cori razzisti all'indirizzo del difensore del Napoli Koulibaly. 
A questo punto sorge spontanea una domanda: l’arbitro ha fatto bene ad agire in questo modo? Di primo impulso verrebbe da rispondere di sì, che non soltanto ha fatto bene a fare ciò che ha fatto ma che sotto certi aspetti era suo dovere intervenire così.
Tuttavia c’è un’altra posizione, non concordante con la scelta di Irrati, ma che sotto certi punti di vista non appare del tutto sbagliata. E’ la linea ad esempio espressa dal tecnico della Lazio Stefano Pioli il quale ha detto: "Fossi stato al posto dell'arbitro non avrei fermato la partita. Questi cori non vanno fatti e non sono giustificabili ma anche noi abbiamo giocatori di colore e vengono rispettati. Facendo così  si dà importanza a una minoranza, io avrei fatto proseguire il gioco".
La replica di Irrati non si è fatta attendere: "Pioli dice che ho sbagliato a prendere quella decisione, ognuno ha la propria opinione, ma l'arbitro lo faccio io e non Pioli. So io cosa mi permette e mi impone il regolamento". 

Koulibaly e i cori razzisti: troppo pochi i 4 minuti di sospensione di Irrati?
Tornando al punto di partenza, è giusto sospendere una partita perché alcuni elementi di una tifoseria intonano cori razzisti all’indirizzo di un giocatore di colore? Non si corre il rischio in questo modo di dare importanza a chi invece andrebbe ignorato? Chi ha lanciato gli slogan e i mugugni razzisti contro il difensore senegalese è un imbecille e su questo non ci piove e non dovrebbe trovare nemmeno cittadinanza dentro uno stadio. Andrebbe soltanto identificato, denunciato e bandito a vita. 
Ma possono bastare quattro minuti di sospensione di una partita per combattere la piaga del razzismo negli stadi? No, non possono bastare. Molto più efficace a quel punto sospendere la partita definitivamente. Così invece la decisione dell'arbitro è sembrato tanto il classico tentativo della maestra di rimettere in riga gli scolaretti indisciplinati minacciando la sospensione da scuola. Serviva a qualcosa? Sul momento forse sì, ma poi l’indomani l’alunno indisciplinato tornava ad essere tale. 
E allora? Vedremo se il gesto di Irrati sarà o meno servito ad impedire il reiterarsi di simili comportamenti. Al momento consentiteci di essere scettici con la speranza per una volta di esserci sbagliati.

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