Bambini italiani ancora troppo grassi, ma cucinare aiuta

08 febbraio 2016 ore 18:28, Micaela Del Monte
Le abitudini alimentari dei bambini ormai da tempo sono al centro di studi e soprattutto al centro dell'attenzione in quanto queste possono influenzare anche la loro salute in futuro e non solo. Si parla spesso di cibi e bevande troppo zuccherate, di un consumo eccessivo di alimenti grassi, di una dieta orientata alle grandi quantità piuttosto che alla qualità. L’obesità infantile rappresenta, soprattutto per i Paesi industrializzati, un’emergenza sanitaria. E purtroppo l’Italia continua a detenere il primato negativo europeo di bambini e adolescenti con un peso eccessivo. Nonostante leggere diminuzioni del fenomeno rispetto al passato, in base alle statistiche i bambini italiani in sovrappeso hanno raggiunto quota 20,9% e quelli obesi 9,8%.

Da un’indagine di Altroconsumo su ventimila famiglie italiane con figli al di sotto dei dieci anni, a battere i record sono le regioni del Sud e del Centro, con il 37% di ragazzi di 8-9 anni in sovrappeso o obesi (già tre anni fa il Ministero aveva evidenziato come il 32,3% degli alunni delle elementari avesse  problemi di sovrappeso con record del 40% in Abruzzo, Basilicata, Campania, Molise e Puglia). Questo eccesso di peso, oltre a problemi di tipo medico, può determinare nel bambino e nell’adolescente anche gravi problematiche dal punto di vista fisico e psicologico.

Dai dati emerge che sono spesso proprio i genitori a sottostimare il peso dei figli. Solo il 17% infatti li vede in sovrappeso, mentre la maggioranza di essi (98%) non ritiene il grasso in eccesso un problema medico. Tra i motivi scatenanti la tendenza a prendere peso la ricerca evidenzia come abitudini quali guardare troppa televisione e fare poca attività fisica si dimostrino molto negative. Si è stimato che i bambini trascorrano circa due ore ogni giorno davanti alla tv, tempo che cresce durante il fine settimana. A questo si aggiungono le ore passate sui banchi di scuola, mentre allo stesso tempo diminuiscono le ore di attività fisica, movimento e giochi all’aria aperta, che occupano uno spazio piuttosto marginale nella quotidianità.

Qualcosa però sembra stia cambiando. Dopo corsi nelle scuole, pasti studiati alle mense e campagne informative, aumentano i comportamenti virtuosi tra le mura domestiche: il 79% delle famiglie assicura di avere in casa cibi salutari, il 67 proibisce ai ragazzi di portare cibo in camera e il 79 di mangiare davanti alla tv, ma soprattutto il 35% coinvolge i ragazzi nella preparazione dei cibi. "Mischiando gioco e lezione, usando materie prime senza grassi saturi, prodotti naturali, imparano a mangiare sano sia i genitori sia i piccoli, riscoprono dunque gusti diversi". Così dice Elena Dogliotti, biologa, nutrizionista che lavora per il progetto 'Bimbi in cucina, mamme in classe' della fondazione Veronesi che ogni anno insegna a mille bambini e altrettanti mamme, papà  e nonni a cucinare nuove ricette più salutari. Con i più piccoli che in classi di 25 si mettono alle pentole mentre gli adulti studiano alimentazione e trucchi per mangiare sano. 
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