Cosenza, ticket evasi al Pronto Soccorso: il "giochetto" costa 4,7 milioni di euro

08 febbraio 2016 ore 19:10, Micaela Del Monte
Circa 150 mila prestazioni di pronto soccorso ritenute “non urgenti” effettuate senza richiederne il pagamento del ticket sanitario. È quanto scoperto dalla Guardia di Finanza di Cosenza che, effettuato un controllo sul corretto pagamento del contributo sanitario previsto per le prestazioni erogate da una struttura ospedaliera pubblica, prestazioni classificate come codici bianchi o verdi, ha constatato che sarebbe stata omessa la riscossione del ticket per oltre 4,7 milioni di euro. È così scattata anche la segnalazione alla Corte dei Conti di quattro funzionari considerati responsabili di danno erariale.

Le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Cosenza hanno eseguito una analisi dei processi amministrativi di riscossione del contributo sanitario, dovuto dai singoli fruitori, appunto per 150 mila prestazioni di pronto soccorso erogate dall'azienda ospedaliera dal 2011 al 2014. Complessivamente sono state esaminate oltre 370 mila prestazioni, selezionate in base al codice di accesso attribuito al paziente attraverso il noto metodo del Triage, utilizzato all'arrivo dei pazienti in pronto soccorso, dove l'accesso alle cure non avviene sulla base dell'ordine di arrivo ma sulla priorità delle loro condizioni.

Cosenza, ticket evasi al Pronto Soccorso: il 'giochetto' costa 4,7 milioni di euro
Dagli accertamenti è emerso che nel corso degli anni, al fine di rendicontare e contabilizzare il contributo sanitario l'Azienda si era dotata di un apposito programma informatico, che, però, veniva utilizzato solo per la registrazione anagrafica dei pazienti, senza annotare le ulteriori notizie o i dati utili quali prestazioni ricevute, diagnosi ed altro. L'iter seguito dal paziente in codice "bianco" o "verde" veniva invece registrato manualmente come emerso dalla ricostruzione fatta dai finanzieri di tutti gli accessi al pronto soccorso effettuata documento per documento.

Una ricostruzione resa ancora più difficile dal fatto che numerosi pazienti, prima delle dimissioni, non hanno riconsegnato la scheda di presentazione al pronto soccorso contenente i dati relativi alla prestazione erogata. Per ogni accesso in pronto soccorso classificato con il codice "bianco" o "verde" è dovuta una quota fissa di 25 euro quando l'attività sia limitata alla valutazione clinica ed agli accertamenti, elevata fino ad un massimo di 45 euro in caso di prestazione specialistica. Un lavoro complesso quello delle Fiamme Gialle che ha comportato l’esame di migliaia di prestazioni e centinaia di migliaia di documenti e che si è concluso con la constatazione - secondo la ricostruzione della Finanza che comunque potrà essere rivalutata dall’organo competente sulla base delle eventuali controdeduzioni dell’ente ospedaliero - che solo il 4,3% dei ticket dovuti sono stati pagati e che il mancato incasso è stato, appunto, di oltre 4,7 milioni.
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