Il restyling di FI. Dal territorio i primi malumori. Boccone amaro per gli ex An

08 gennaio 2014 ore 10:26, Americo Mascarucci
Il restyling di FI. Dal territorio i primi malumori. Boccone amaro per gli ex An
A dar retta alle cronache dei giornali più vicini al centrodestra, l’operazione rinnovamento nella rifondata Forza Italia sarebbe ormai inevitabile. Silvio Berlusconi considera infatti essenziale il lancio di volti nuovi per ricreare le condizioni di un largo consenso per il partito azzurro, secondo i sondaggi inchiodato intorno al 20%.
Pare che dopo aver visto in tutti i telegiornali i giovani dirigenti del Partito Democratico mandati in trincea da Matteo Renzi al posto della rottamata nomenclatura, in particolare la giovanissima Maria Elena Boschi, il Cavaliere abbia provato tantissima invidia. Perché, ai volti nuovi del Pd, Forza Italia continua a contrapporre le facce “usurate” dei vari Brunetta, Gasparri, Romani. E così, ecco Berlusconi convocare in fretta ed in furia il giovane imprenditore Simone Furlan a Palazzo Grazioli, per imprimere l’acceleratore sull’operazione rinnovamento, attraverso il lancio in grande stile dei club. Ma non appena i giornali danno notizia dell’ormai imminente operazione restyling del partito, ecco rispuntare improvvisamente Denis Verdini che, manuale Cencelli alla mano, si mette a ridisegnare la mappa dei coordinatori regionali. E la scelta è ricaduta in massima parte sui forzisti della prima ora, preferiti agli ex An, che nella nuova Forza Italia sembrano condannati a ricoprire il ruolo dei “parenti poveri”. Prendete il caso del Lazio: i vari Gasparri, Aracri, Gramazio hanno dovuto mandare giù la nomina a coordinatore di Claudio Fazzone, il ras forzista della provincia di Latina. Uno che in terra pontina a quelli di An non ha mai fatto sconti, né concesso grandi spazi di manovra, facendo man bassa di poltrone e strapuntini. Ne sa qualcosa l’ex sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo costretto per anni a convivere con lo scomodo alleato forzista. Tutti ricorderanno il fuori onda ripreso da Striscia la Notizia la sera dei festeggiamenti per la vittoria di Renata Polverini alle elezioni regionali del 2010. “Non dimenticare le mie figlie” sussurrò Zaccheo alle orecchie del neo governatore, aggiungendo poi: “Non appaltare più a Fazzone”. Quel fuori onda che il programma di Antonio Ricci mandò regolarmente in onda, fu fatale a Zaccheo che perse la poltrona di sindaco dopo essere stato sfiduciato dai consiglieri forzisti fedelissimi del senatore berlusconiano, oggi ricompensato dal Cavaliere con la carica di coordinatore. Gli ex An  pare abbiamo ingoiato il boccone amaro, soltanto perché in questo momento tutti, forzisti della prima ora ed ex aennini di vecchia data, si troverebbero sulla stessa barca, quella della sopravvivenza. Una sopravvivenza che si gioca proprio nel contrasto ai propositi rinnovatori tanto cari a Berlusconi. Tutti a parole sostengono di voler favorire l’avvento dei volti nuovi, ma poi tutti, sotto l’attenta regia dello stagionato Verdini, stanno ben attenti a monitorare tutto ciò che si muove sul territorio in direzione della creazione di quei club che dovrebbero supportare il partito, arruolando giovani imprenditori, artigiani, esponenti del mondo delle professioni. Il timore insomma che i club possano diventare il cavallo di Troia per rottamare la vecchia classe dirigente, ha messo in allarme la nomenclatura ex Pdl transitata in Forza Italia, decisa a non concedere troppi spazi ai Furlan di turno. Ecco perché un autorevole esponente dell’ex An, cui è stato chiesto come abbia potuto accettare supinamente la nomina di Fazzone a coordinatore del Lazio, si è trovato a rispondere senza troppi giri di parole che “in questo momento l’importante è rinserrare le fila perché sennò i nuovi ci fanno il mazzo”. Ci saranno del resto le elezioni europee per permettere ai vari gruppi, forzisti, ex An o ex Dc, di contarsi e dimostrare l’effettiva consistenza in termini di voti. Parafrasando uno storico motto: “Parigi val bene un Fazzone”. Con tanti saluti a Berlusconi e al tanto decantato rinnovamento generazionale.  
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