Altro che fantasy, Mordor è qui. Ecco la profezia di Tolkien

08 gennaio 2014, Micaela Del Monte
Mordor è tra noi. La società moderna porta alla tirannide (nazismo, fascismo, comunismo e capitalismo come diverse facce di una stessa medaglia), parola di Hobbit. Anzi del suo creatore.  

A quasi un mese dall'uscita di Lo Hobbit - La desolazione di Smaug vi riveliamo la profezia di Tolkien. L'uomo che attraverso i suoi romanzi è riuscito a creare un universo fantastico e complesso e che, anche grazie alle varie versioni cinematografiche, coinvolge ancora generazioni di lettori.

Ma dietro c'è ben altro... J.R.R Tolkien non amava le biografie, ma era del tutto necessario e in parte anche scontato che un giorno qualcuno ne avrebbe scritta una su di lui. Il genio di Tolkien andava raccontato, se non altro andava spiegato. E forse lo sapeva, perché negli ultimi anni della sua vita cominciò ad annotare spiegazioni e commenti ai suoi documenti, dedicando qualche pagina anche alla sua infanzia. Ed è su questo che si basa l'unica, vera e veritiera biografia di J.R.R. scritta da Humphrey Carpenter.

Altro che fantasy, Mordor è qui. Ecco la profezia di Tolkien
Una ricostruzione del contesto storico, sociologico e culturale in cui Tolkien si formò e scrisse, con una particolare attenzione ai contorni in cui si svilupparono i suoi romanzi. In questa biografia sono molti i passaggi che sottolineano quanto il pensiero di Tolkien fosse moderno, e quanto il suo "mondo fantastico" in realtà fosse solo una visione futuristica. Ecco qui un paio di stralci di suoi scritti con cui è evidente che la fantasia, in realtà, c'entra ben poco.
Non sono un «democratico», non fosse altro perché l'«umiltà» e l'«uguaglianza» sono princìpi spirituali corrotti dal tentativo di renderli meccanici e formali, con il risultato che non abbiamo una coscienza dei nostri limiti e un'umiltà universali, ma un orgoglio e una presunzione universali. Fino al giorno in cui qualche Orco non entrerà in possesso dell'Anello del potere: e allora quello che otterremo, e stiamo ottenendo, sarà la schiavitù.
"Orgoglio e presunzione universali". Solo due aggettivi che ritraggono l'uomo moderno. Una descrizione semplice ma allo stesso tempo dettagliata della società odierna in qui i principi spirituali sani come l'umiltà e l'uguaglianza sembrano siano stati ormai totalmente abbandonati per far posto a qualcosa di corrotto e costretto. E a questo punto pare ovvio che l'Orco di cui si parla non sia un personaggio mitologico partorito dalla testa dello scrittore inglese, ma una metafora dell'"oggi".

L'Orco non è altro che un agglomerato di poteri, di persone. Di un élite in cui si concentra tutta la "ricchezza" del mondo. E quando a questo Orco sarà dato l'Anello del potere - cosa che in realtà sta accadendo attraverso un'apparente evoluzione della politica mondiale con la tecnocrazia, la globalizzazione e l'economia sempre più centralizzata - non ci sarà altro che la schiavitù (soprattutto mentale) dei popoli. 

Di Tolkien è famoso il disprezzo per la “massificazione” . Era la stessa democrazia che implicava spersonalizzazione, egualitarismo. E così spiegava che la democrazia finisce sempre con la schiavitù, come nel Signore degli anelli, dove la debolezza dell’uomo perde la terra di mezzo. E così quello che J.R.R. Tolkien scriveva negli anni '50 non era altro che una profezia. Una terribile previsione:
Guarda un albero e lo chiami «albero», dopo di che probabilmente non pensi più alla parola, ma quella cosa non è stata un «albero» finché qualcuno non le diede il nome di albero. Tu puoi chiamare «stella» una stella, e dire che si tratta solo di una palla di materia inanimata che si muove lungo una traiettoria matematica. Ma questo è solo quello che tu ci vedi. In questo modo, dando nomi alle cose e descrivendole, stai solo inventando la tua personale rappresentazione di esse. E perciò così come parlare è un'invenzione riguardanti oggetti e idee, il mito è un'invenzione a proposito della verità. Veniamo da Dio e, inevitabilmente, i miti da noi tessuti, pur contenendo errori, rifletteranno anche una scintilla di luce vera: la verità eterna che è con Dio. Infatti solo creando miti, solo diventando un sub-creatore di storia l'uomo può aspirare a tornare allo stato di perfezione che conobbe prima della caduta. I nostri miti possono essere male indirizzati, ma, anche se vacillano, fanno rotta verso il porto, mentre il «progresso» materialista porta solo a un abisso spalancato e alla Corona di Ferro del potere del male.
Un mondo in cui tutto ruota su una sola ed unica orbita. Quella che Tolkien aveva già etichettato come "materialismo" e che era stata rappresentata come la Corona Ferrea. Un oggetto che nei suoi scritti era tenuto in maggior conto di ogni altro gioiello o possedimento e attorno alla quale vennero posti cancelli, sbarre e mura, oltre che i tremendi Balrog e innumerevoli guardie. Di per sé la Corona era il male, ma veniva custodita come se non ci fosse nulla di più prezioso al mondo. 

E così come la Corona, il materialismo (altro principio portante dell'era moderna) porterà, e già lo sta facendo, verso un "abisso spalancato".
Altro che fantasy, Mordor è qui. Ecco la profezia di Tolkien
Il male, assoluto, totale, che si forma per corruzione delle razze buone e che è guidato da un signore che si chiama Sauron . Orchi, troll e altre razze cattive mirano a sottomettere le razze buone. Così come il denaro e il potere corrompono i popoli. Ma l'elemento portante della sua opera è l'Anello, al cui ruolo viene data un'importanza emblematica. 

Questo anello, creato dal male, fornisce il potere dell’invisibilità ma in cambio corrompe. Essendo stato creato allo scopo di sottomettere tutti gli altri anelli, e cioè razze, mira a tornare dal suo creatore. Ha un suo potere, non è un semplice strumento. In questo si scorge l’unica venatura di progressismo e di dialettica nella poetica dell’autore: uno strumento non è neutro. Non ci si può servire dell’arma del “cattivo” per fare qualcosa di buono. Un certo Stato non può essere buono per ogni razza, può solo essere spezzato; chi si serve degli strumenti del male finisce per rinforzarlo.
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