Altro che Houellebecq, il mio libro aveva previsto Parigi. Ecco perché

08 gennaio 2015, Micaela Del Monte
Un libro aveva previsto quello che è accaduto a Parigi, un libro che viene considerato di "fantapolitica" ma che in realtà è molto più che una profezia. L'islamizzazione occidentale, i frutti della cultura globalizzata, lo sbraco della laicità illuminista (come dice il libro di Houellebecq) e la Sinistra col suo buonismo che fa da apripista: questi i temi forti che fanno da filo conduttore

Altro che Houellebecq, il mio libro aveva previsto Parigi. Ecco perché
Massimo Nardi, giornalista e autore del romanzo "Colpo di Stato: 8 giorni a Natale" (che sarà presentato sabato 17 gennaio a Roma presso l'Hotel Minerva) partendo da una fotografia del mondo politico, religioso e culturale del 2016, in cui l'Europa è totalmente abbandonata alle "imposizioni" della cultura araba originata dalle ondate di immigrati giunte nel nostro Paese, racconta di un colpo di stato come unica arma e come unica risposta da parte dei difensori dei valori occidentali e delle identità e sovranità nazionali, per combattere il dominio islamico nel mondo. 

A IntelligoNews l'autore ha spiegato le ragioni e gli scenari che oggi, paradossalmente, si stanno verificando partendo ovviamente dalla storia del libro. 

 Qual è l'idea di base del suo romanzo? 

«Il libro nasce appunto nel 2011, quando notai che in Italia non si praticava più un'accoglienza moderata, ma tutto e tutti avevano la possibilità di arrivare nel nostro Paese senza alcun tipo di filtro. A Modena, ad esempio, tutto questo accadeva molto prima del 2011, già nel 2009 infatti mi sembrava ci fosse una totale sottomissione delle nostre tradizioni in favore di altre, e dunque mi sono chiesto "cosa accadrà tra qualche anno?". Da qui nasce il mio libro di fantapolitica».

Fantapolitica appunto, perché questa scelta?

«Questa era l'unica maniera di non essere accusato di razzismo, ma anche perché in Italia questo è un filone che non esiste. Molti autori italiani evitano accuratamente di seguirlo mentre nel mondo anglosassone questo genere è apprezzato da tempo. E poi perché era ancora più facile raccontare il rapporto che c'è oggi tra l'occidente e il mondo islamico e di proiettarlo nel futuro che non è poi così distante».

Vista la geopolitica odierna quanto c'è di fantastico in quanto ha raccontato?

«In realtà ben poco. Infatti molti dei fatti narrati nel 2011 si sono già verificati, ed oggi ne è un esempio. Non è neanche un caso che alcuni dettagli che io ho raccontato nel mio romanzo anni fa siano poi diventati cronaca e siano finiti sui giornali negli anni passati. Quello che io scrivevo tre anni fa oggi, in buona parte, è diventato realtà. Di questo passo si andrà avanti sempre di più su questa tematica, soprattutto perché stiamo parlando di persone che non cercano l'integrazione, ma la evitano accuratamente. E tutte le volte che noi cediamo su qualche punto, per loro è una vittoria. Ad esempio la settimana scorsa a Carpi è stata fatta una riunione in cui le donne erano separate dagli uomini, l'Imam ha parlato di "protezione" verso le donne, ma sappiamo tutti in realtà come gli islamici si comportano nei confronti della figura femminile che sono completamente sottomesse e trattate come bestiame. Questa è una cosa che, per la mia mentalità, è totalmente inconcepibile. Se noi dobbiamo integrarci ed ammorbidirci verso le loro usanze, così anche loro devono integrarsi ai nostri costumi e alla nostra società, ma questo non accade assolutamente. Vengono qui e ci impongono le loro usanze come se fossero a casa loro».

Il suo libro va di pari passo con quello pubblicato oggi in Francia da Michel Houellebecq, quali sono le differenze?

«Prima di tutto il mio è stato scritto e pubblicato prima, ma al di là di questo la differenza è che mentre nel libro di Houellebecq la Francia si sottomette completamente (come dice lo stesso titolo del libro) alla religione islamica e all'Islam, la "mia" Italia no. In "Colpo di Stato" infatti c'è una parte del Paese che si ribella a questo fatto e reagisce attraverso le forze armate».

La debolezza delle Destre e l'apertura smisurata delle Sinistre all'islamizzazione sono già una realtà, c'è un modo per evitare che il suo scenario diventi cronaca più di quanto non lo sia già?

«Il modo per evitarlo è quello di togliere all'Iran di usufruire di una bomba atomica, visto che già da tempo sappiamo che i siti nucleari in quelle zone hanno continuato a svilupparsi. Ora se l'Iran, in coalizione con gli altri Paesi arabi, lanciasse una bomba su Israele si scatenerebbe quasi sicuramente un conflitto mondiale, e anche questo scenario non è poi così improbabile soprattutto perché non hanno assolutamente a cuore le sorti della propria gente, basta vedere come si sono comportati in merito al conflitto in Iraq/Iran quando mandavano i bambini all'assalto dei campi minati. Lo scenario quindi si sta già largamente verificando e l'unico modo di evitarne il compimento totale è fermarli prima che sia tardi».   
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