Charlie Hebdo, Borghezio: "Ben svegliati. La mia solidarietà la diedi quando tutti tacevano"

08 gennaio 2015, intelligo
Charlie Hebdo, Borghezio: 'Ben svegliati. La mia solidarietà la diedi quando tutti tacevano'
di Gianfranco Librandi “Ci sono voluti altri 12 morti per ricordare all’Europa l’estrema pericolosità dell’estremismo islamico”. Mario Borghezio cassandra contro il fondamentalismo di matrice musulmana. Sentito da IntelligoNews dopo i fatti di Parigi, l’europarlamentare della Lega ricorda di essere stato uno dei pochi ad esprimere piena e incondizionata solidarietà a Charlie Hebdo a seguito delle prime minacce seguite da un attentato incendiario alla redazione nel 2011. Allora Borghezio, l’Europa piange i morti di Parigi. Scommetto che lei ritiene che siano lacrime di coccodrillo? “Si sono svegliati tutti ora, stamani leggevo nelle edicole di Bruxelles tutti i giornali listati con la scritta ‘Je suis Charlie’. Ma dov’erano quando ci furono le prime minacce e l’attentato alla redazione nel 2011? Quanti si sono esposti? Quanti hanno dato la loro solidarietà? Lo dico io: nessuno! All’epoca mi incatenai davanti al Parlamento europeo con addosso la copertina di Charlie Hebdo e fui completamente ignorato dalla stampa; anche la politica fu completamente assente quando c’era da dare una risposta laica e repubblicana”. Ora invece è diverso, l’Europa si è destata? “Ci sono voluti 12 morti per capire a quali rischi siamo esposti ma tanto tra tre settimane se lo saranno già scordato tutti. Questa è un Europa vile, marchiata a fuoco dalle parole di Oriana Fallaci”. Cosa risponde a chi accusa Lega di populismo e di cavalcare la strage di Parigi per ottenere qualche voto in più?   “Sono parole al vento, bisogna essere obiettivi e riconoscere che la Lega, magari con qualche nota forzata e a volte con modi sbagliati,  ha sempre denunciato anche in tempi non sospetti l’estrema pericolosità dell’estremismo islamico. Tutti gli altri hanno invece continuato a sottovalutare la situazione. Il sottoscritto tempo fa ha chiesto ufficialmente al presidente della Commissione europea Junker cosa si stesse facendo per contrastare il fenomeno dei cosiddetti guerriglieri di ritorno (Jihadisti con il passaporto di un Paese europeo che dopo aver combattuto in Siria e in Iraq tornano nel Vecchio Continente, ndr). Junker mi ha risposto ringraziandomi per la segnalazione e informandomi che avrebbe passato tutto all’alto rappresentante della politica estera dell’Ue Federica Mogherini. Questo è il massimo che l’Europa può fare per fermare gli estremisti? Almeno leviamogli i passaporti!”
autore / intelligo
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