Addio al liberale rosso Zanone, una vita per la politica

08 gennaio 2016 ore 8:05, Andrea De Angelis
Addio al liberale rosso Zanone, una vita per la politica
Valerio Zanone è morto ieri mattina nella sua casa di Roma
a causa della malattia che lo ha colpito un anno fa. Torinese, per dieci anni segretario del Pli, è stato un costituente della Regione Piemonte, più volte ministro, parlamentare per sei legislature, avrebbe compiuto 80 anni il 22 gennaio
Dal 30 luglio 1990 al 31 dicembre 1991 è stato sindaco di Torino, in una fase travagliata della vita amministrativa della città. Venne attaccato dal Pci, con manifesti in cui veniva definito “amico degli Agnelli”. I detrattori di allora divennero poi suoi sostenitori e alleati. Dopo la fine del Pli, Zanone è stato nell’Ulivo con Romano Prodi e nella Margherita con Francesco Rutelli. Mai con il centrodestra. All’idea liberale ha dedicato sempre il suo impegno politico. Voleva essere ricordato come liberale “democratico, laico, europeista, sociale”. 
È stato consigliere regionale del Piemonte dal 1970. E segretario del Partito liberale italiano dal 1976 al 1985 e poi ministro tra l’85 e l’89 nei governi presieduti da Craxi, De Mita e Goria. Ministro dell’Ecologia dall’estate del 1985, l'anno dopo ha firmato la legge istitutiva del ministero dell'Ambiente, una tra le prime in Europa. Passato al ministero dell'Industria nel 1986, ha organizzato la Conferenza nazionale dell'energia sulla questione del nucleare.

Così lo ricorda il segretario del Partito Liberale Italiano, Stefano De Luca: "La scomparsa nell'arco di un solo anno di tre figure importanti per il mondo liberale ha quasi un significato simbolico per chi ha vissuto con intensità e passione una grande stagione politica, ancora all'insegna della cultura, dei valori identitari, della speranza. Prima Carla Martino, pochi mesi dopo Renato Altissimo, oggi Valerio Zanone. Sembra voler dire che quel mondo, quel nostro mondo di speranze, forse di illusioni, certamente di impegno civile e di grande tensione morale, è definitivamente cancellato. Affidammo nel 1976 a Valerio il compito difficile, ma esaltante, di riportare il Pli, dopo una dirigenza conservatrice alla quale ci eravamo opposti, nel solco della migliore tradizione del partito di ispirazione crociana in cui credevamo. Alle sue lucide analisi politiche, non sempre seguirono azioni del tutto coerenti, forse quale conferma che essere un intellettuale di rango, come certamente era Zanone, non significa avere le qualità necessarie ad essere un leader politico". 
L'amore per la politica tornò però anche dopo 12 anni fuori dall’impegno parlamentare (e non, appunto, dalla politica). Infatti è stato senatore della Margherita dal 2006 al 2008
Zanone non è stato un liberale, diciamo così tipico, semmai puro e anomalo. Contro la concezione elitaria del liberalismo. Mai con la destra. Malgrado la malattia, l’ultima sua battaglia politica, insieme a Roberto Einaudi, è stata per evitare che la Fondazione Luigi Einaudi di Roma, fondata da Malagodi nel 1962 e di cui è stato per anni presidente, finisse sotto il controllo di Silvio Berlusconi e di Forza Italia. Ha chiesto di essere ricordato sulla lapide al cimitero monumentale di Torino con una sola parola: “liberale”.
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