Quo Vado? Un successo fatto di record: Checco Zalone dalla A alla Z

08 gennaio 2016 ore 9:12, Andrea De Angelis
Praticamente 40 milioni di euro in una settimana, milione più milione meno. Sì, perché dinanzi a un simile successo si può anche arrotondare, davanti a un film che in un solo giorno ha raccolto più di quanto le commedie rivali (vedi cine-panettoni e simili) avevano ottenuto in molto più tempo. 
Cerchiamo allora di capire il motivo di questo successo con una sorta di alfabeto "zaloniano", che va appunto dalla A alla Z...

Ambizione: per vincere si deve essere ambiziosi e Zalone lo è, senza dubbio. Canta, recita, fa ridere e riflettere. Chapeaux.
Botteghino: i biglietti strappati in una sola settimana hanno portato anche il ministro Franceschini, con un tweet, a ringraziare l'attore. Da tempo non si vedeva una simile affluenza nelle sale. 
Commedia: il genere vince, c'è poco da fare. Non ce ne voglia Star Wars, ma la vecchia (e nuova) commedia all'italiana piace a tutte le età.
Denti stretti: sì, a volte si ride anche così vedendo Quo Vado? perché nel vedere i limiti dell'Italia c'è un'amarezza di fondo. E anche questo contribuisce al successo della pellicola. 
Emozione: non manca mai la componente amorosa, come è logico che sia. Altro che posto fisso, alla fine a vincere è il cuore. 
Fortuna: l'ha detto lo stesso Zalone. "Non è piovuto per due mesi e poi già acqua all'uscita del film". Sarà stato profetico il titolo del precedente lavoro, "Sole a catinelle"...
Giustizia: sì, perché in un mondo ricco di ingiustizie alla fine i giusti vincono. Almeno nei suoi film.
Quo Vado? Un successo fatto di record: Checco Zalone dalla A alla Z
Hehehehe
: non era facile con questa lettera, e allora tributiamola alle milioni di risate sentite nelle sale!
Incontro: il momento dell'incontro con la ricercatrice è uno dei più emozionanti del film, come del resto quello con gli africani, i bambini e gli incontri con la funzionaria del ministero.
Loquacità: il modo in cui parla Zalone è inimitabile e tanto basta per farlo piacere agli italiani. 
Medici: sì, è giusto ricordare anche il vero cognome dell'artista pugliese.
Notorietà: ormai è diventato uno dei grandi, di quelli che quando esce il film si dice: "Andiamo a vedere Zalone", senza magari neanche ricordare il titolo. Roba non da poco...
Onestà: furbo, diabolico a tratti, maschilista eppure onesto. Ecco un altro segreto dei suoi personaggi.
Pubblicità: il modo in cui è stato pubblicizzato il film, senza un vero e proprio trailer e senza neanche eccessive apparizione in televisione ha pagato. 
Quantità: a pagare è anche il numero di film di Zalone, non in quantità eccessiva, ma neanche sporadica. Ogni due anni, insomma. 
Ridere: ah, quanto è importante farlo. Ribadiamolo però, con Zalone si ride, ma non in modo volgare e sguaiato. E scusate se è poco.
Sesso: la componente è sempre presente nei suoi film, ma senza mai infastidire. Il che, come dicevamo alla lettera precedente, non è affatto scontato.
Testa: la bocca per ridere, il cuore per le emozioni, ma anche la testa per capire come entrare nelle case (o meglio, nelle sale cinematografiche) degli italiani. Zalone ha dimostrato di averla, lo dicono i numeri.
Uno: sì, basta vedere la locandina. Il protagonista è sempre uno e uno solo nei suoi film: lui. Sarà semplicistico, scontato? No, è vincente.
Vero: un altro segreto è nella veridicità dei contenuti. Chi non si rispecchia in Zalone o in uno dei suoi personaggi? Ecco servito il successo.
Zalone: e qui la definizione la lasciamo a voi!


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