Ora Dolce & Gabbana strizzano l'occhio ai musulmani ma non piacciono ai gay

08 gennaio 2016 ore 9:40, Americo Mascarucci
Lontani dai gay quanto amici del mondo musulmano?
Può essere riassunta così la parabola di Dolce & Gabbana. Mesi fa i due stilisti indignarono l'universo omosessuale denunciando l'assurda pretesa dei gay di poter avere figli. Usarono il termine "figli sintetici" con riferimento alla maternità surrogata, all'utero in affitto, facendo scattare immediata la scomunica delle varie organizzazioni per i diritti omosex oltre a quella scontata di Elton John. 
Nonostante la loro omosessualità i due sostennero come non si potesse "forzare" la natura per soddisfare un desiderio di maternità impossibile da realizzare. Perché essere gay è un diritto ma senza esagerare e soprattutto senza pretendere di stravolgere o peggio manipolare i principi naturali. 
Tanto lontani dal mondo gay quanto vicini oggi al mondo islamico.
Dolce & Gabbana hanno infatti deciso di dedicare parte della nuova collezione anche alle donne musulmane che non hanno voglia di rinunciare al tradizionale velo. 
La nuova collezione si chiama “Abaya” ed è la prima dedicata dalla famosa casa di moda al mondo femminile musulmano. Ecco così che sulla passerella hanno sfilato modelle un po’ particolari quanto inedite colorate di nere e di beige, i colori principali della collezione, rivestite di tessuti molto particolari che però, anziché sfoggiare i capelli come avviene solitamente con chiome spesso lunghe fino a toccare il fondoschiena, hanno fatto sfoggio di veli in pure stile musulmano. 
Del resto anche questo è un segnale dei tempi che cambiano e dell’attenzione che è necessario rivolgere anche a quelle tante donne islamiche con la testa coperta che sempre più spesso si incontrano nelle città italiane. 
La polemica “velo sì, velo no” che continua ancora ad essere argomento di dibattito e di scontro politico, non ha minimamente coinvolto la casa di moda che anzi è sembrata voler difendere proprio il diritto delle donne musulmane ad indossare il velo, dimostrando come moda e tradizioni culturali possano convivere senza conflittualità. Un’operazione quella della collezione “Abaya” chiaramente rivolta a conquistare il mercato musulmano, un mercato in continua espansione anche in Occidente. Secondo i dati forniti dalla Thomas Reuters nel corso dei prossimi anni il potere di acquisto del mondo musulmano aumenterà notevolmente arrivando a toccare nel 2019 la cifra di 450 miliardi di euro. Ecco quindi una risposta, forte e chiara, al fondamentalismo religioso, perché anche la moda in questo caso può giocare un ruolo davvero essenziale nel favorire l’integrazione e sconfiggere gli stereotipi tipici di quanti ritengono che non vi possa essere alcuna compatibilità fra la moda occidentale e quella tipicamente islamica. Una sfida quella di Dolce & Gabbana a rendere le donne musulmane sempre più occidentalizzate senza dover necessariamente rinunciare alle loro tradizioni. 


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