Per l'Istat in tre anni meno disoccupazione, ma diminuisce anche la forza lavoro

08 gennaio 2016 ore 10:41, Luca Lippi
Una premessa che sfugge a molti, i dati Istat relativi alla disoccupazione e occupazione per il mese di novembre sono dati provvisori, data la premessa possiamo leggere il comunicato stampa e analizzare un pò di numeri. Dopo la crescita registrata tra giugno e agosto (+0,5%) e il calo di settembre (-0,2%) e ottobre (-0,2%), a novembre 2015 la stima degli occupati cresce dello 0,2% (+36 mila). Tale crescita è determinata dalla componente femminile e dall’aumento dei dipendenti permanenti e degli indipendenti mentre calano i dipendenti a termine. Il tasso di occupazione aumenta di 0,1 punti percentuali, arrivando al 56,4%. Riguardo la stima dei disoccupati a novembre diminuisce dell’1,6% (-48 mila); il calo riguarda uomini e donne e le persone con meno di 50 anni. Il tasso di disoccupazione, in calo da luglio, diminuisce ancora nell’ultimo mese di 0,2 punti percentuali arrivando all’11,3%. Dopo la crescita di settembre (+0,5%) e ottobre (+0,3%), a novembre la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni rimane sostanzialmente stabile, sintesi di un calo delle donne e di una crescita degli uomini. Il tasso di inattività, pari al 36,3%, rimane invariato.
Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo settembre-novembre 2015 diminuiscono i disoccupati (-4,4%, pari a -134 mila), sono in lieve calo anche le persone occupate(-0,1%, pari a -12 mila), mentre crescono gli inattivi (+0,6%, pari a +88 mila).
Su base annua la disoccupazione registra un forte calo (-14,3%, pari a -479 mila persone in cerca di lavoro), cresce l’occupazione (+0,9%, pari a +206 mila persone occupate), cresce anche l’inattività (+1,0%, pari a +138 mila persone inattive).

Per l'Istat in tre anni meno disoccupazione, ma diminuisce anche la forza lavoro
Ora prendiamo in analisi i valori assoluti, che sarebbe l’analisi più semplice da fare. Il tasso di occupazione è sostanzialmente stabile dopo un lieve calo fra settembre e ottobre 2015, sui valori di luglio/agosto 2015, la conferma arriva dai grafici non è un’opinione. Riguardo il tasso di disoccupazione totale fra giovani compresi fra 15 e 24 anni, il grafico indica una visibile diminuzione, lievemente più marcata rispetto alla diminuzione della disoccupazione totale dove si comprendono tutti fino ai 64 anni. Combinato tasso di occupazione, tasso di disoccupazione totale e fra i giovani tra i 15 e i 24 anni si traccia una linea di tasso di disoccupazione totale lievemente in diminuzione che ci riporta a valori vicini a quelli di novembre 2012. Sempre in valori assoluti invece, la forza lavoro totale diminuisce sensibilmente, su questa base gli occupati crescono a novembre ma siamo sempre sotto ai dati di Luglio 2015, diminuiscono anche coloro che sono in cerca di lavoro, è un calo che prosegue piuttosto marcato da aprile 2015, e la conclusione non può che essere, in relazione alla diminuzione sensibile della forza lavoro,  che le percentuali sembrano dimostrare una fase di miglioramento della situazione degli occupati alterata. 
Tuttavia il problema non è questo, nel senso che il governo sta prendendo in seria considerazione di elaborare dati come quelli sull’occupazione concertando tutte le componenti rilevate statisticamente sia dall’Inps sia dal Ministero del lavoro e poi anche dall’Istat, è già un passo avanti verso il riconoscimento di una involontaria “parzialità” nel commentare dati spesso incompleti, non per questo inesatti. Rimane concreto il concetto che per raggiungere un risultato così poco significante, la collettività spende circa 25mila euro per ogni singolo occupato a “tempo indeterminato”. Rimane una montagna che partorisce il topolino, forse c’è bisogno di altro tempo e di altri soldi da spendere per comprare un pò di crescita non proprio a buon mercato.

autore / Luca Lippi
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