Marò, i colpi mortali sparati da una nave greca? Sospetti e piste

08 gennaio 2016 ore 11:21, Marta Moriconi
Sugli sviluppi della vicenda Marò, IntelligoNews aveva già intervistato l’ingegnere Luigi Di Stefano, che da subito si era occupato dell’episodio e aveva presentato una perizia difensiva sui due fucilieri, illustrata poi anche alla Camera dei Deputati.
Per lui i documenti indiani scagionavano i due fucilieri e dai dati risultava "l’inconsistenza delle accuse. La perizia balistica è ridicola così come l’analisi del peschereccio, fatta in due pagine senza un numero e così via". Ma non solo. Chi ha sparato e ucciso i pescatori indiani della Saint Antony? Spunta una nave greca, la Olympic Flair, dalla quale, secondo il perito che parla su Libero, sarebbero partiti i colpi mortali sarebbero partiti addirittura da un'altra nave, la greca. "I contractor a bordo uccisero i pescatori indiani" spiega Di Stefano che punta il dito anche sul mistero dell'orario.

La tesi è semplice: i contractor dell'imbarcazione greca agirono su ordine del comandante che denunciò un attacco pirata. Perché il personale di bordo della petroliera greca dichiarò che l'attacco avvenne solo quattro ore dopo le 18.30, orario che viene riportato nei registri di bordo dell'Enrica Lexie? Insomma sarebbe l'assalto alla Olympic Flair da chiarire nei particolari, perché l'incidente potrebbe essere avvenuto prima dei tempi descritti. La domanda delle domande è poi un'altra. Ma i pirati con due navi attraccate a 2,5 miglia di distanza come hanno deciso di agire? E poi l'Olympic era ancorata e attrezzata per la difesa, davvero solo gli idranti sono stati utilizzati? 
Su questa verità dovranno fare luce le autorità indiane, che difficilmente potranno ignorare le incongruenze e le dichiarazioni del personale della Olympic Flair, che celano ombre e sospetti. Almeno per il perito. 
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