Angoulême, il Festival del Fumetto apre al rosa dopo l'accusa di sessismo

08 gennaio 2016 ore 11:08, Micaela Del Monte
Tutto era nato dall'annuncio della pubblicazione rosa dei candidati al Premio alla carriera del Festival International di Angoulême (la più importante rassegna di fumetti in Europa e tra le principali al mondo che si tiene capoluogo della Charente, nella Francia centro-occidentale) nella quale non compariva nemmeno il nome di una donna tra i candidati.

Neanche a dirlo tutto il mondo del fumetto si è indignato, ha protestato e ha chiesto di boicottare il suddetto premio. L'accusa di sessismo è stata in evitabile e la reazione degli autori del Festival altrettanto."La parola agli autori e alle autrici: scegliete in tutta libertà, senza liste di candidati chi volete premiare con il Grand Prix". E' questa la svolta decisa dagli organizzatori del Festival Internazionale del fumetto di Angoulême in seguito anche alla decisione di dissociarsi dal premio di alcuni dei candidati al premio come Joann Sfar, Riadd Sattouf, Daniel Clowes (che non ci è andato per niente leggero, definendo il Gran Prix “un premio del tutto insignificante”), Charles Burns, Etienne Davodeau e Milo Manara. E prima che questo fuggi-fuggi potesse continuare (e sarebbe continuato, poco ma sicuro), l’organizzazione di Angoulême ha rilasciato quindi una dichiarazione in cui ha promesso di “inserire altri nomi” di autrici nella lista ufficiale, senza però modificare quella già presentata. L'annuncio è arrivato dal Festival con un comunicato ufficiale che di fatto cambia, a venti giorni dall'inizio dell'evento, le regole del voto (riservato, comunque, ai professionisti del settore) per scegliere a chi assegnare questa sorta di premio alla carriera, un riconoscimento che va a premiare l'opera di un/a autore/trice sul lungo termine. La scelta è quella di invitare "l'insieme degli autori e delle autrici del fumetto a votare liberamente per designare come vincitore l'autore o l'autrice di loro scelta". Una decisione controversa nel mondo del fumetto francofono e non solo: per qualcuno è la soluzione migliore, per altri è un modo di scaricare la patata bollente.

Angoulême, il Festival del Fumetto apre al rosa dopo l'accusa di sessismo
D'altronde, nomi femminili da inserire in una rosa di trenta "nominati" non sarebbero mancati, a partire da quelli poi ipotizzati dall'Huffington Post quando sembrava, in un primo momento, che la decisione del potesse essere quella di allargare la lista delle nomination inserendo alcune donne: Linda Barry, Julie Doucet, Moto Hagio, Chantal Montellier, Marjane Satrapi, Posy Simmonds. Ma anche (solo per fare alcuni nomi) Rumiko Takahashi, Riyoko Ikeda, Catherine Meurisse. Per restare in Italia, nomi come quelli di Grazia Nidasio, Francesca Ghermandi, Silvia Ziche e via dicendo.

Ricordando che in 42 edizioni solo una donna ha vinto il Grand Prix (che dà il diritto di presiedere l'edizione successiva: il presidente in carica è il giapponese Katsuhiro Otomo) ed è stata Florence Cestac nel 2000, è singolare che una maestra come Claire Bretécher sia stata premiata solo con un Grand Prix speciale nel 1983 (per il decennale del festival) e non con il Grand Prix vero e proprio. Forse dopo tutto questo caso a vincere l'edizione che sta per concludersi sarà proprio una donna, di certo sarebbe il modo perfetto per respingere un'accusa di sessismo ma forse anche un po' di credibilità.
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