Unioni civili, trattative in corso: che cos'è l'affido rafforzato

08 gennaio 2016 ore 13:37, Americo Mascarucci
Le unioni civili rischiano di far diventare sempre più in-civili i rapporti all'interno della maggioranza di Governo.
L'ultima presa di posizione del presidente dei vescovi italiani Angelo Bagnasco contro il Disegno di Legge Cirinnà ha contribuito a riaccendere i toni all'interno della coalizione di Governo fra il Partito Democratico e il Nuovo centrodestra.
Bagnasco non soltanto ha bocciato le unioni civili e la tanto contestata 'stepchild adoption', ossia la possibilità per una coppia gay di adottare il figlio biologico di uno dei partner, ma ha lasciato anche intendere che, diversamente da quanto avvenuto il 20 giugno scorso, la Cei è pronta a "benedire" un nuovo Family Day. 
Insomma l'accelerata voluta dal Governo sul Ddl Cirinnà ha convinto Bagnasco ad "esautorare" il diplomatico e conciliante segretario generale Nunzio Galantino e a riprendere le redini del comando, dettando la linea politica dei vescovi italiani e optando per una sorta di "linea dura" contro il Governo. Posizione che ha spinto anche Angelino Alfano ad alzare i toni dello scontro fino a minacciare l'indizione di un referendum abrogativo contro il Ddl Cirrinnà qualora dovesse essere approvato con la stepchild adoption. 
Il premier Matteo Renzi è però deciso ad andare avanti approvando il testo in Senato entro fine mese senza escludere un voto trasversale, ossia il convergere di un'anomala maggioranza Pd-M5S- Sel e parte di Forza Italia nel nome della "libertà di coscienza". Tuttavia nella maggioranza si è alla ricerca di una difficile mediazione resa quasi impossibile dalla richiesta dei centristi di neutralizzare il rischio che la stepchild adoption possa incentivare il ricorso alla pratica dell'utero in affitto, introducendo nel codice penale la punibilità per quanti decideranno di ricorrere alla maternità surrogata anche all'estero nei Paesi in cui è legalizzata. Proposta che è ritenuta pressoché impraticabile dal Pd.

Unioni civili, trattative in corso: che cos'è l'affido rafforzato
Alfano tuttavia si trova alle prese con la difficoltà di mantenere il consenso nel Paese, salvando le poltrone di Governo. Il Nuovo centrodestra ha già perso per strada la corrente Quagliariello - Giovanardi e il tema delle unioni civili rischia di segnare il de profundis per un partito che continua ancora ad oscillare fra l'alleanza con il Pd e il ritorno nel centrodestra.
Alfano è consapevole di non poter staccare la spina a Renzi dal momento che un'ipotesi del genere porterebbe alla rottura con l'area cosiddetta governativa, leggi Cicchitto-Lorenzin, ma è altresì consapevole di come restare in maggioranza pur in presenza dell'approvazione del Ddl Cirinnà comporterebbe il rischio di perdere consenso fra l'elettorato cattolico e soprattutto fra i vescovi che fino ad oggi hanno guardato con simpatia all'Ncd proprio quale possibile argine al dilagare delle politiche laiciste all'interno dell'Esecutivo.
Appare difficile anche al momento il raggiungimento di un'intesa sulla proposta avanzata dai cattolici del Pd, quella cioè di sostituire la stepchild adoption con il cosiddetto "affido rinforzato". Un affido che, nelle intenzioni dei proponenti, verrebbe disposto in una forma speciale, non per due anni ma fino al compimento della maggiore età. I servizi sociali danno solo un parere al momento della decisione sull’affido oppure sul mantenimento dello stesso solo in caso di separazione della coppia. Il bambino rimarrà sempre con il genitore e con il suo partner, e a 18 anni potrà scegliere l'adozione. L’affido rinforzato, a differenza della stepchild adoption, sarebbe disposto dal Servizio Sociale e il provvedimento diventerebbe esecutivo per decisione del giudice tutelare.
Insomma, una proposta che a leggere fra le righe modificherebbe la forma ma non la sostanza, nel senso che sarebbe comunque concessa alle coppie gay la possibilità di adottare figli.
Alla fine dunque le unioni civili rischiano seriamente di disunire la maggioranza ma ancora di più di rendere ancora più evidente la divisione all'interno del fronte centrista fra chi vuole mantenere l'accordo di Governo e chi invece già da tempo avrebbe voluto buttare Renzi a mare. 
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