Unioni civili, Roccella: "L'affido rafforzato? Una truffa politica. Il problema è stabilire le priorità..."

08 gennaio 2016 ore 14:23, Marta Moriconi
Parlando di unioni civili, ieri la senatrice dem Rosa Maria Di Giorgi ha chiesto al capogruppo Zanda di "rispettare tutti" confermando il suo no all'utero in affitto, ma anche alle maggioranze alternative e introducendo sul piatto del dibattito tutto interno al suo partito lo strumento dell'affido rafforzato (al posto della stepchild adoption) per mediare tra le diverse posizioni. Abbiamo intercettato Eugenia Roccella, chiedendole se un Ddl Cirinnà così modificato lo voterebbe. "Assolutamente no" ci ha risposto. 

Perché non la convince l'affido rafforzato? 

"E' una truffa politica, anche sul piano dell'istituzione dell'affido che nasce per sostenere i genitori che per qualche motivo non ce la fanno, quindi per sostenere i genitori naturali. In questo modo noi chiamiamo affido qualcosa che è il contrario dell'affido, perché la stepchild adoption (che l'affido andrebbe a sostituire) nasce solo sulle pratiche di fecondazione assistita. Tra l'altro quando c'è una genitorialità naturale, per esempio c'è il figlio di una coppia che poi si lascia e uno dei due sceglie un'opzione omosessuale, c'è già un genitore! Questo deve essere molto chiaro, e a volte non lo è agli stessi parlamentari. La questione della stepchild adoption, o dell'eventuale affido rafforzato o quello che sia, riguarda esclusivamente coppie che hanno fatto ricorso all'eterologa, in cui uno dei due genitori quindi non c'è, è stato cancellato". 

Renzi starebbe mediando quindi solo per camuffare un'adozione che sostanzialmente rimane inalterata?

"Noi vogliamo incoraggiare la pratica dell'utero in affitto o comunque aprire a una nuova filiazione che è indipendente dalla coppia uomo-donna? La stepchild serve soltanto quando si ricorre alla filiazione attraverso una donazione che è in realtà una compravendita di gameti o un affitto di utero. Il problema è che se c'è una filiazione naturale, c'è una mamma e un papà, e nessuno può adottare dal nuovo compagno di uno dei due il proprio figlio, anche perché è impossibile: i genitori sarebbero tre e non si possono essere tre genitori. L'istituto dell'affido è esattamente l'inverso di questi ragionamenti: se c'è una coppia che ha difficoltà ad educare, allevare il proprio figlio, può darlo in affido anche tramite diverse forme (c'è per esempio quello "quotidiano"), che serve semplicemente a sostenere una famiglia in difficoltà". 

In questo momento le priorità per la famiglia quali sono? I cattolici hanno opinioni diverse...

"Il problema è proprio stabilire le priorità. Se noi vogliamo conservare la filiazione così come è sempre stata o se vogliamo ricorrere a questo nuovo mercato per cui si è figli di single, di coppie omosessuali: ossia la filiazione parte dal desiderio dell'adulto indipendentemente dalla relazione sessuale e affettiva che poi produce il figlio. Qui si parla del figlio come diritto anche di un single a questo punto, perché una volta che si sgancia la filiazione dalla coppia uomo-donna, perché non aprire al co-parenting e alle nuove forme che il mercato inventa. E' un problema di liberalismo riproduttivo e sfrenato".

Il direttore oggi ha richiamato Pasolini che avvertiva sui pericoli del consumismo anche in chiave antropologica, secondo lei solleverebbe una questione antropologica importante oggi? 

"Certo. Tutti i nostalgici di Pasolini infatti si vadano a rivedere l'allarme che Pasolini ha lanciato proprio sulla questione antropologica, nei termini in cui allora si iniziava a intravedere". 
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