Migranti, Chaouki (Pd): “Inaccettabili le minacce di Maroni. Rispondesse con Salvini sul Cara Mineo"

08 giugno 2015, Lucia Bigozzi
Migranti, Chaouki (Pd): “Inaccettabili le minacce di Maroni. Rispondesse con Salvini sul Cara Mineo'
A Maroni ricorda quando era ministro dell’Interno e quando lo schema di gestione dei migranti era “esattamente lo stesso di oggi. Inaccettabile e vergognosa la sua propaganda da governatore e le minacce ai Comuni che lui sta spingendo a non fare il loro dovere nell’accoglienza”. Nella conversazione con Intelligonews, Khalid Chaouki, parlamentare dem, ‘smonta l’asse del Nord’ anti-accoglienza e a Salvini pronto a occupare le prefetture risponde accusandolo di “vergognoso cinismo”. 

Siamo al tutti contro tutti: politica disgregata di fronte a un problema oggettivo. Qual è la sua valutazione?

«Intanto siamo di fronte a una propaganda inaccettabile per un governatore come Maroni che solo qualche anno fa da ministro dell’Interno adottò lo stesso schema di oggi per la gestione dei migranti. Forse oggi ha la memoria corta o forse allora era più responsabile di fronte a una vera e propria emergenza umanitaria. E’ inaccettabile che Maroni lanci slogan propagandistici e arrivi a minacciare i Comuni con la riduzione dei trasferimenti regionali, di fatto spingendoli a non fare il loro dovere nell’accoglienza».

Sì, ma davanti a un problema oggettivo come si fa a ricompattare una politica disgregata? Cosa suggerisce a Renzi?

«La prima cosa è raccontare agli italiani la realtà dei fatti: oggi abbiamo la Sicilia con oltre il 20 per cento di pressione rispetto agli sbarchi dei richiedenti asilo. Il ruolo del premier è richiamare tutti al senso di unità nazionale. E’ del tutto evidente che non possiamo permetterci di chiedere all’Europa di fare quello che non stiamo facendo a livello nazionale con alcune Regioni del Nord che dicono no all’accoglienza. Dobbiamo raccontare il cinismo di chi ha fatto campagna elettorale sulla pelle dei disperati diventando siciliano prima del voto per poi, subito dopo, tornare alla vecchia maniera padana. Occorre raccontare questa verità e poi pretendere dall’Europa una scelta rapida nella gestione dei flussi migratori perché la situazione comincia a essere insostenibile, visto anche il quadro drammatico che sta emergendo in Libia con la crescita del terrorismo e la prevalenza dell’Is che rischiano davvero di compromettere la situazione politica in quel Paese»

A proposito di Europa: se Francia, Gran Bretagna, Spagna, Repubblica Ceca e Ungheria non vogliono i migranti e l’Italia deve provvedere alla loro gestione, non è il caso che Renzi pretenda in cambio da Bruxelles quanto meno un allentamento dei parametri, dei vincoli europei?

«Vedo difficile questa forma di baratto, anche se la richiesta può essere comprensibile. Sicuramente servono più risorse ma il problema maggiore è la libertà di movimento dei richiedenti asilo, anche perché da questo punto dipende  la possibile inclusione nelle nostre realtà. Il prezzo da pagare è altissimo, ma non è solo economico perché riguarda la sicurezza e la coesione sociale».  

Ma la leva del governo italiano può essere quella dell’allentamento dei vincoli europei?

«Sicuramente l’Europa sta dando un contributo raddoppiando i fondi di Triton o mandando i propri esperti a dare una mano. Penso tuttavia che in questo momento tutte queste leve siano secondarie rispetto alla situazione sociale che rischia di esplodere in alcune realtà»

Il Nord che si ribella e Salvini che oggi annuncia di essere pronto a ‘occupare’ prefetture e strutture di accoglienza. Cosa risponde al leader della Lega?

«Salvini decida quali sono le priorità, visto che solo qualche giorno fa ha detto che i rom non sono una priorità rispetto allo cose da fare per il Paese, dopo averci fatto sopra una campagna elettorale vergognosa e indecente. Salvini rispondesse su come è stato gestito il Cara di Mineo e su come con Maroni ministro dell’Interno hanno gestito i fondi per un fenomeno che nel 2011 non era emergenziale e che oggi, invece, il governo sta cercando di affrontare e gestire con fatica facendo pressione sull’Europa per una soluzione rapida, richiamando i Comuni al senso di unità nazionale in uno schema condiviso di assunzione di responsabilità di fronte a una emergenza umanitaria»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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