Migranti, Massimo Fini: “Maroni e Ue entrambi incomprensibili. In Turchia reazione prevedibile”

08 giugno 2015, Andrea Barcariol
Migranti, Massimo Fini: “Maroni e Ue entrambi incomprensibili. In Turchia reazione prevedibile”
Intervistato da IntelligoNews Massimo Fini, giornalista e scrittore, boccia le dichiarazioni di Maroni sui migranti, invita Renzi a fare la voce grossa in Europa “senza però fare ricatti assurdi” e attacca Cameron.

Maroni vuole ridurre i soldi ai Comuni che accolgono i migranti. Cosa giudica questa dichiarazione?

«Le statistiche dicono che Lombardia e Veneto, in base al loro numero di abitanti, sono quelle che hanno la percentuale più bassa di migranti, quindi questa presa di posizioni non si capisce».

Renzi ha ricordato a Maroni di essere stato per 5 anni ministro dell’Interno senza aver fatto nulla per risolvere il problema. Ha ragione?

«Il fatto è che le migrazioni sono diventate bibliche, come scrissi anni fa. Quello che abbiamo adesso è un pallido fantasma di ciò che accadrà in seguito. Oltre alla guerre che ci sono, tutta l’Africa subsahariana è stata devastata dall’ingresso dell’economia occidentale, chiamiamola così. Quelli che vivevano di economia di sussistenza, adesso sono ridotti alla fame. Quindi non ci sono colpe specifiche di questo o quel ministro è come se avessimo creato uno tsunami che adesso si abbatte su di noi».

Al di là delle singole colpe non crede che in Italia in questo momento manchi una politica comune?

«Il problema è gestito male perché l’Italia è l’Italia, un Paese dove ognuno si arroga competenze che non ha, fa leggi e poi si dimentica di averle fatte, l’Italia è un Paese disordinato in tutto e anche in questo. Un tempo forse poteva anche funzionare, in un mondo moderno no. Un fenomeno del genere non si può certo immaginare in Germania. A nostra difesa c’è da dire che non capisco perché gli altri Paesi dell’Ue non prendano una quota di immigrati».

Tipo la Gran Bretagna.

«Cameron fa il fico, manda la Royal Navy ma non si prende neanche un migrante».

Non crede che Renzi dovrebbe chiedere all’Ue qualcosa in cambio? Magari il superamento del tetto del 3% deficit/Pil.
 

«No questo no, dovrebbe chiedere con forza che anche gli altri Paesi si facciano carico, in proporzione, dei migranti senza fare ricatti assurdi».

Cambiano argomento. In Turchia Erdogan non ha ottenuto la maggioranza e il partito curdo potrebbe entrare per la prima volta in Parlamento. Che significato ha questo risultato per la Turchia e per l’Europa?

«I curdi sono da sempre una spina nel fianco della Turchia, sono 12 milioni e sono stati sempre limitati, fino a qualche anno fa ad esempio non si poteva parlare la loro lingua. La goccia che ha fatto traboccare il vaso credo sia l’aiuto che Erdogan dà di fatto all’Isis in funzione anti-curda. Tra l’altro i curdi sono divisi in 5 Paesi ma sarebbero gli unici, veri, legittimi abitanti di una zona che si chiama Kurdistan. La comunità internazionale, fino a poco tempo fa, ha sempre ignorato i curdi a favore della Turchia che era il grande alleato degli Stati Uniti nella regione. In funzione di questo si sono favoriti massacri compiuti da Saddam Hussein e dai turchi sui curdi. Adesso la situazione è cambiata perché la vera minaccia è l’Isis».


Erdogan era convinto di superare il 60% invece si è fermato al 40%. Si aspettava questo risultato?

«Abbastanza, sia per l’atteggiamento tenuto nei confronti dell’Isis in funzione anti-curda sia perché la Turchia nasce con Ataturk come Paese laico adesso invece lo sta islamizzando, quindi una reazione era prevedibile».


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