Migranti, Comi (Fi): “A chi dice no, niente finanziamenti europei"

08 giugno 2015, Lucia Bigozzi
Migranti, Comi (Fi): “A chi dice no, niente finanziamenti europei'
“Capisco Maroni, ma non basta dire no. Bisogna accompagnare il no ad una proposta”. Dalla prospettiva dell’europarlamento Lara Comi (Fi), legge il diktat leghista e prende le distanze dall’idea salviniana di occupare le prefetture. Nella conservazione con Intelligonews dice cosa l’Italia deve fare con l’Europa e non solo…

Seguendo la logica dell’asse del Nord Toti-Maroni-Zaia, anche lei andrà a occupare le prefetture insieme a Salvini?

«Su questo aspetto io parlo per la provincia di Varese e Milano che conosco molto bene: ho un ottimo rapporto con i prefetti e preferisco dialogare con loro piuttosto che occupare le loro prefetture. Non è loro la responsabilità di un fenomeno emergenziale di queste dimensioni e quindi si va a colpire un rappresentante delle istituzioni che non hanno colpa. Anziché occupare i loro uffici, io preferisco stare al loro fianco per affrontare il problema in un altro modo. Detto questo, il problema dell’immigrazione va risolto e bisogna trovare il modo giusto per farlo »

Dica la verità: la “triplice alleanza” Toti-Maroni-Zaia è una “ritorsione politica” nei confronti del governo Renzi su un tema dove si evidenziano oggettive difficoltà?

«No. Non penso ci sia alcun aspetto politico. Maroni è stato ministro dell’Interno e conosce benissimo quale è e come funziona il meccanismo; ha partecipato alla Convenzione di Dublino che tuttavia deve essere modificata. In questo momento posso capire le reazioni delle Regioni che dicono no, ma non possiamo usare solo diktat perché oltre a dire no bisogna fare anche una proposta e rompere le scatole agli Stati membri dell’Ue che si oppongono alle quote dei migranti in Europa»

Ma se Lombardia, Veneto e Liguria dicono no, in che modo l’Italia può farsi valere a livello europeo? Come risponde alle critica di Renzi?

«Beh, se fossi in Renzi userei questa dinamica ribaltando la prospettiva e rinnovando una richiesta ferma e chiara all’Europa per un aiuto più forte. Il punto è un altro: chiarire se noi italiani andiamo in Europa compatti o divisi perché al di là degli spot che si fanno a livello nazionale, poi quando si arriva qui a Bruxelles c’è chi vota in modo contrario»

Quindi lei non approva l’iniziativa di Maroni?

«L’iniziativa di Maroni che dice stop alle quote di migranti la posso capire ma guardandola dal parlamento europeo dove mi trovo, il problema è dire: ora cosa facciamo? Non basta il no anche se è comprensibile, perché nel momento in cui la ripartizione territoriale e l'assegnazione delle quote  non è competenza dei presidenti di Regione, mi domando: se i prefetti come qualcuno ha già proposto, destinassero i migranti nelle caserme di Veneto, Lombardia e Liguria, Maroni cosa ha risolto? Dice no, ma in quel caso i migranti li avrà comunque nel territorio regionale. Invece, secondo me ciò che va fatto indipendentemente dalla polemica italiana, è andare tutti insieme a rompere le scatole agli Stati membri che non vogliono accettare le quote»

Ma se l’Europa fa orecchie da mercante, l’Italia potrebbe chiedere in cambio un allentamento dei vincoli economici fissati da Bruxelles?

«No, perché il fenomeno dell’immigrazioni ha dimensioni in continua crescita che noi da soli non riusciamo a gestire. C’è un problema logistico e io non vorrei avere un’Italia che riceve sgravi fiscali dall’Europa ma poi è assediata dai clandestini. Noi dobbiamo fare in modo che in Europa si tolgano le risorse a quei Paesi che non vogliono prendersi le loro quote obbligatorie. La Polonia dice no? Benissimo, niente finanziamenti europei»

Cosa risponde alla Confederazione dei vescovi italiani che dicono: il no delle Regioni del Nord fa perdere credibilità all’Italia? 

«Non è del tutto vero. Chi dice no rappresenta tre Regioni molto conosciute in Europa, in particolare Lombardia e Veneto; quindi non è che se uno dice basta lo fa per cattiveria. Malta, ad esempio, i migranti li respinge»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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