Mafia Capitale, Renzi Vs corrotti ma "io a Genova ho avuto un padre indagato"

08 giugno 2015, Marta Moriconi
Mafia Capitale, Renzi Vs corrotti ma 'io a Genova ho avuto un padre indagato'
Un'intervista a tutto campo del leader Dem, oggi a Genova, che risponde alla 'Repubblica delle Idee' su Mafia Capitale... e senza peli sulla lingua.

Si parte dal "dobbiamo riconoscere i colpevoli veri, non si può sparare nel mucchio..." fino alla condanna più dura contro chi ''ha corrotto" ed ''è stato condannato" anche se del Pd. 

Dice Renzi: "Deve andare subito a casa e uscire definitivamente dalla politica'', ma invita ''a non fare di tutta l'erba un fascio". 

Insomma non è un giustizialista Renzi che difende il sottosegretario di Ncd, Giuseppe Castiglione, coinvolto nelle indagini sul Cara Mineo: ''Ho cinque sottosegretari con l'avviso di garanzia, tre del Pd. Siccome credo nella Costituzione e ho giurato sulla Carta, un cittadino è innocente finchè non viene provato il contrario". 

Poi gli affetti, quell'accenno che non ti aspetti: "Io ho anche avuto un padre indagato qui a Genova. Non mi troverete mai dalla parte di quelli per cui un avviso di garanzia significa richiesta di dimissioni". 

Ma è molto duro con i condannati: "Devono stare in carcere fino all'ultimo giorno" e devono "uscire dalla politica".

Gli serve da esempio Tangentopoli, "che pure ha fatto una grande operazione di pulizia in Italia, ma sembra aver dato l'impressione certe volte di puntare a una grande opera di moralizzazione pubblica più che all'arresto dei colpevoli".

Peccato che c'è il caso De Luca. Qui cambia toni: ''Non modificheremo la legge Severino, perchè sarebbe un atto ad personam e il tempo delle leggi ad personam è finito, non ci sarà nessun favoritismo". 
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