Attirare talenti extraeuropei è il nuovo sogno UE, così rinasce la Blue card

08 giugno 2016 ore 8:30, Micaela Del Monte
Un restyling per la Blue Card, la carta europea che potrà facilitare gli arrivi dei migranti regolari che vengono a lavorare nell’Unione europea, per sostenere nel modo migliore gli Stati membri nell'integrare i cittadini di Paesi terzi. Uno strumento di questo tipo già esiste già dal 2009 ma fino ad ora si è mostrato largamente inadeguato. A farne uso in questi anni è stata praticamente la sola Germania, mentre nel complesso solo il 31% dei migranti con un livello di istruzione elevato sceglie l’Ue come destinazione. La stragrande maggioranza preferisce dirigersi verso altre mete. Una perdita non da poco secondo la Commissione europea, che stima che con un sistema di Blue card più efficiente si potrebbe guadagnare tra gli 1,4 e i 6,2 miliardi di euro grazie all’ingresso in Ue di nuovi lavoratori altamente qualificati.

Attirare talenti extraeuropei è il nuovo sogno UE, così rinasce la Blue card
“Se vogliamo gestire la migrazione sul lungo periodo, dobbiamo iniziare ad investire ora; è nell'interesse di tutti noi
– ha detto Dimitris Avramopoulos, Commissario per la migrazione, gli affari interni e la cittadinanza -. Un'integrazione rapida ed efficace dei cittadini di paesi terzi è fondamentale se vogliamo che la migrazione sia un fattore positivo per l'economia ed un elemento di coesione nella nostra società. Al tempo stesso, dobbiamo dotare i nostri sistemi degli strumenti adeguati per far fronte al mercato del lavoro del futuro e alle future carenze di lavoratori qualificati. Il sistema della Carta blu Ue così rivisto renderà più facile ed appetibile per i cittadini di paesi terzi altamente qualificati venire a lavorare nell'Ue e rafforzerà la nostra crescita economica”.

Per raggiungere il risultato e tentare di attrarre migranti altamente qualificati, la Commissione propone di rafforzare i diritti dei titolari della Blue card, consentendo loro una via d’accesso più rapida allo status di soggiornante di lungo periodo e un accesso immediato e più flessibile al mercato del lavoro. Più diritti anche per i familiari del lavoratore, che potranno trasferirsi nell’Ue contemporaneamente al titolare. Con il nuovo sistema, potranno chiederne il rilascio della Blue card anche i beneficiari di protezione internazionale altamente qualificati. Per i lavoratori, poi, saranno più semplici i viaggi di lavoro più brevi (fino a 90 giorni) all’interno dell’Ue, negli Stati in cui è in uso la Blue card. Per venire incontro ai datori di lavoro si propone invece di abbassare la soglia salariale, così da potere essere adattata ai mercati del lavoro nazionali. La Commissione propone anche di introdurre un unico sistema a livello dell’Unione, che sostituisca i regimi nazionali paralleli oggi esistenti, così da aumentare la chiarezza per i richiedenti asilo e i datori di lavoro..

In ogni caso, gli Stati membri continueranno a decidere il numero di cittadini di Paesi terzi ammessi nel loro territorio in cerca di occupazione, così come previsto dal Trattato. Potranno anche eseguire una valutazione del mercato del lavoro in caso di perturbazioni gravi, quali elevati livelli di disoccupazione in una determinata professione o settore o anche in parte del territorio nazionale. Il Regno Unito, l’Irlanda e la Danimarca non partecipano all’adozione della direttiva e non sono né vincolati da essa, né soggetti alla sua applicazione.
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