Rapporto Gimbe, pochi fondi e costi in aumento: sanità pubblica a rischio estinzione

08 giugno 2016 ore 10:05, Americo Mascarucci
"Senza un adeguato programma politico muore il Servizio sanitario nazionale entro il 2025". 
A suonare il de profundis la Fondazione Gimbe che ha presentato il Rapporto sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale 2016-2025 , che sintetizza i risultati di studi, consultazioni e analisi indipendenti condotti nell'ambito della campagna #salviamoSSN. 
I principali fattori che oggi minerebbero la sostenibilità di tutti i sistemi sanitari sarebbero riassumibili nel progressivo invecchiamento delle popolazioni, nel costo crescente delle innovazioni, in particolare quelle farmacologiche, e nel costante aumento della domanda di servizi e prestazioni da parte di cittadini e pazienti. 
"L'attuale deriva del Servizio sanitario nazionale – esordisce Nino Cartabellotta presidente della Fondazione Gimbe – non consegue a un disegno occulto di smantellamento e privatizzazione, ma alla mancanza di un preciso disegno per salvaguardare una sanità pubblica, già sofferente prima della crisi economica e oggi agonizzante per la continua riduzione del finanziamento. Il Rapporto – continua Cartabellotta – affronta in maniera indipendente e con un prospettiva decennale il tema della sostenibilità del Ssn, ripartendo dal suo obiettivo primario, ovvero promuovere, mantenere e recuperare la salute delle persone, tenendo ben presente che la sanità rappresenta sia un considerevole capitolo di spesa pubblica da ottimizzare, sia una leva di sviluppo economico da sostenere".
Nel marzo del 2013 la Fondazione GIMBE ha lanciato la campagna "Salviamo il Nostro SSN", per diffondere la consapevolezza a tutti i livelli che la sanità pubblica è un bene comune da tutelare e una conquista sociale da preservare alle future generazioni. Dai risultati ottenuti in tre anni di studi, consultazioni e analisi indipendenti è nato il presente Rapporto, che analizza la sostenibilità del SSN in una prospettiva decennale (2016-2025), arco temporale sufficiente a mettere in campo gli interventi necessari per fronteggiare la crisi. 

Rapporto Gimbe, pochi fondi e costi in aumento: sanità pubblica a rischio estinzione
Da qui la proposta di un Piano di salvataggio del Ssn. 
Un Piano fondato su cinque azioni fondamentali, a cominciare dalla "certezza sulle risorse destinate al Ssn, mettendo fine alle annuali revisioni al ribasso rispetto alle previsioni del Def e con un graduale rilancio delle politiche di finanziamento pubblico".
Gli altri punti del Piano di salvataggio prevedono "rimodulazione dei Lea sotto il segno del 'value' delle prestazioni; definizione di un Testo unico per la sanità integrativa e ridefinizione delle tipologie di prestazioni, essenziali e non, che possono essere coperte dalle varie forme di sanità integrativa; definizione di indicatori per monitorare le Regioni nel processo di disinvestimento e riallocazione delle risorse. E, non ultimo, mettere sempre la salute al centro di tutte le decisioni, in particolare di quelle che coinvolgono lo sviluppo economico del Paese. 
"Senza questi interventi lo scenario prevedibile nel decennio 2016-2025 è una graduale e inesorabile trasformazione verso un sistema sanitario misto - avverte Cartabellotta - che, in ogni caso, dovrà essere governata da decisioni politiche, consegnando definitivamente alla storia il nostro tanto decantato sistema di welfare".

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