Guerra dei numeri fra Pd e 5S sui risultati. Quando la matematica è opinione

08 giugno 2016 ore 11:55, Americo Mascarucci
Come al solito è guerra di numeri fra i partiti a pochi giorni dalle elezioni amministrative.
Calmata l'euforia per i successi e la delusione per le sconfitte ecco che, mentre si rinserrano le fila in vista dei ballottaggi del 19 giugno, si analizzano i dati con maggiore lucidità.
Ed è guerra di numeri. Il Pd tenta di ridimensionare il successo del Movimento 5Stelle, i grillini evidenziano il crollo del Pd, il centrodestra si dichiara soddisfatto e dice "uniti si vince", mentre a sinistra si evidenzia il mancato sfondamente di Fassina e compagni. 
"I numeri hanno una loro testardaggine - attacca dal Pd Matteo Orfini - E allora se vogliamo analizzare davvero il voto è bene tenerne conto.  Al voto andavano 24 comuni capoluogo. Il Pd ne ha vinti al primo turno 3 e arriva al ballottaggio in 17. Sono 4 quelli in cui siamo rimasti fuori.  Il Movimento 5 Stelle in 6 non è nemmeno riuscito a presentarsi, in 15 rimane fuori dal ballottaggio. Su 24 comuni capoluogo va al ballottaggio solo in 3: a Roma, Torino e Carbonia.  Fare il calcolo dei voti non è semplicissimo per la presenza di tante liste civiche, ma quello che è certo è che rispetto al 2013 il M5S perde mentre il centrosinistra cresce (fonte: Istituto Cattaneo).  La Lega scompare, Sinistra Italiana ha un risultato deludente (parole di Fassina, non mie).  Questo è il quadro oggettivo, il resto è (legittima) propaganda" conclude Orfini. 
Peccato che l'analisi dei 5S sia diametralmente opposta: "Le elezioni del 5 giugno hanno visto affermare ed espandersi il Movimento 5 Stelle su tutto il territorio nazionale - ribadiscono i grillini - Sono stati eletti 190 nuovi consiglieri comunali 5 stelle (in attesa dell’esito del voto del secondo turno del 19 giugno dopo il quale se ne aggiungeranno altri), 4 sindaci al primo turno e ci sono 20 ballottaggi grazie a 956.552 cittadini in tutta Italia che hanno dato fiducia ai candidati del Movimento 5 Stelle per far rinascere le loro città".

Guerra dei numeri fra Pd e 5S sui risultati. Quando la matematica è opinione
Scrive Repubblica: "E' la fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo a mettere a confronto il voto delle comunali con quello delle elezioni politiche del febbraio 2013. Scoprendo così che il vero exploit appartiene al centrodestra, in recupero di ben quattro punti percentuali. A seguire, il centrosinistra che ne recupera circa uno. E i pentastellati? Sono loro a fare le spese della rimonta del centrodestra, perché è il M5s a perdere quasi quattro punti. Anche considerando che in tre capoluoghi, quest'anno il M5s non si è presentato, per l'Istituto Cattaneo una simulazione ci ha mostrato che questo fatto non altera significativamente il risultato finale".
Insomma come al solito c'è chi ha vinto e chi ha perso, su questo non c'è dubbio. Il problema sta solo a capire chi, anche se la politica è forse l'unico ambito in cui anche la matematica può essere un'opinione. 
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