Olimpiadi a Roma: costi e benefici. La sindrome di Atlanta

08 giugno 2016 ore 11:32, Luca Lippi
La domanda che tutti si pongono è quanto può costare all’Italia la 33esima edizione dei Giochi? La risposta dei tecnici già dal 2014, era circa 13 miliardi di euro. Adesso si proverà a ridurre questa cifra: lo vuole l’Italia, anche il Cio è d’accordo. Le follie di Pechino e Sochi (per cui Putin avrebbe speso quasi 50 miliardi di dollari) non si ripeteranno. Ma si tratta comunque di Olimpiadi estive, la più grande rassegna sportiva al mondo: potrebbero arrivare circa 2 milioni e mezzo di turisti (di cui la metà dall’estero) e oltre 360mila atleti. Alcuni costi sono oggettivi.

Olimpiadi a Roma: costi e benefici. La sindrome di Atlanta
La spesa principale riguarda gli impianti sportivi: Roma può contare già su Foro Italico e Stadio del nuoto, poi ovviamente ci sono l’Olimpico e il Flaminio (che però va rimesso in piedi)
. Uno degli obiettivi dovrebbe essere portare a compimento il progetto della Città dello Sport a Tor Vergata (avviata nel 2005 e mai finita, ci vorranno ancora 500 milioni di euro). Si punterà su ristrutturazioni e allestimenti temporanei, ma sarà difficile mantenersi sotto il miliardo.

Le nuove regole del Cio permettono di spostare le fasi preliminari in altre città (si parla di Sardegna e Napoli, ma anche Milano e Firenze). Non si scappa, invece, dalla costruzione del villaggio olimpico, probabilmente in zona Tor di Quinto, per un altro miliardo abbondante. Possibile affidare l’opera in concessione a privati, ma lo Stato deve comunque farsi garante in prima persona dell’investimento e il pericolo di infiltrazioni malverse è elevato.

2,5 miliardi sono i costi di organizzazione, da rivalutare i progetto per le infrastrutture, che vale 4,4 miliardi. Opere (come la chiusura dell’anello ferroviario in zona nord, il prolungamento della metro A fino a Tor Vergata e i lavori a Fiumicino) opere già previste per il Giubileo 2025, e in parte a carico di privati. Infine ci sono le spese di sostegno al turismo, non meno di 3 miliardi.
L’altra questione è come verranno affrontate queste spese, e quali ricadute avranno sull’economia. Impossibile pensare di aumentare il deficit e la pressione fiscale è fin troppo alta: il grosso si concentrerà nell’anno dei giochi, ma anche nel quadriennio sono previste spese supplementari. Quanto alle ricadute, il saldo dei tecnici era positivo anche se di poco:  15 miliardi circa di entrate, a fronte di 13 di uscite, con un aumento del Pil di circa l’1,2% complessivo e  un notevole impulso all’occupazione (26mila posti in più solo nell’anno della manifestazione). Limando le spese e sperando di mantenere più o meno invariati i guadagni Roma 2024 sarebbe possibile, ma sempre di una scommessa, in gran parte persa dalle esperienze precedenti, si parla.

L’operazione di rimanere nei costi programmati non è quasi mai riuscita per quanto riguarda le ultime grandi manifestazioni sportive, come dimostra anche il caso di Londra 2012 e della Gran Bretagna. L’Italia dovrà riuscirà dove praticamente tutti hanno fallito. E poi le esigenze per alleviare le attuali tensioni finanziarie contrasta con le aspettative dei mercati, in dieci anni la la situazione economica dell’Italia è solo peggiorata e non si prevede un cambiamento a breve.

Considerando le edizioni più recenti, l’impatto economico più significativo si è avuto a Sydney 2000 (8 miliardi di euro di indotto), con 90.000 nuovi posti di lavoro generati nel periodo 1994 (anno di candidatura) – 2006. Cifre più contenute per Atlanta 1996: circa 77.000 posti di lavoro, per un giro d’affari complessivo di 6,7 miliardi di euro. In termini di occupazione, invece, spiccano Barcellona 1992, con cui la Spagna creò 296.000 nuovi posti di lavoro dal 1987 al 1992, anche se l’impatto della manifestazione sul Pil fu minimo (0,03%), e Seul 1988, con circa 336.000 nuovi posti di lavoro. Anche in questo caso però l’impatto sul Pil fu dell’1,4%.
Riguardo i costi, è importante rilevare che riguardo le olimpiadi di Atlanta, a trent’anni di distanza lo stato sta ancora pagando i mutui sottoscritti per la realizzazione delle infrastrutture, caro costano i pochi benefici che potrebbero emergere dalla eventuale beneficio immediato di un simile evento. A intervistare i cittadini sarebbe curioso rilevare in quanti chiederebbero la realizzazione delle olimpiadi e quanti case e sostegno alle famiglie in difficoltà, oltre la sicurezza e la più prosaica sistemazione delle buche sulle strade!
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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