Ballottaggi, Nuti (5S): “L'endorsement di Salvini? I voti sono dei cittadini, non dei politici"

08 giugno 2016 ore 13:28, Lucia Bigozzi
“Dell’endorsement di Salvini non ce ne frega niente. E’ un tentativo di pensare o far credere a delle alleanze, mentre noi diciamo che i voti appartengono ai cittadini non ai segretari di partito. Nessun punto di contatto con la Lega: noi siamo opposti al sistema dei partiti; li vogliamo eliminare”. Non usa giri di parole Riccardo Nuti, parlamentare 5S che nella conversazione con Intelligonews analizza cosa c'è dietro l’orientamento del leader leghista sul ballottaggio per Roma. 

Come legge l’endorsement ufficioso ma chiaro di Salvini alla Raggi per il ballottaggio a Roma? E’ un abbraccio mortale, lo trovate interessante o non ve ne frega niente?

"La terza opzione… (sorride, ndr). Non ce ne frega niente perché, probabilmente, è un tentativo - come ne fanno tanti - di pensare o far credere che ci siano delle alleanze, delle convergenze da parte nostra con questi partiti. E tutto ciò al di là che lo dica Salvini o un esponente delle altre forze politiche. In realtà, noi stiamo continuando a dire non da ora ma da anni, che i voti dei cittadini non appartengono ai partiti o ai segretari di partito: i cittadini devono essere liberi di votare chi ritengono possa condurre meglio il loro Comune o il loro Paese; è un atteggiamento un po' arrogante pensare che si possa indirizzare il voto dei cittadini verso una persona. Nel caso specifico, l’atteggiamento di Salvini e di altri, tende a farci sembrare simile agli altri quando, invece, noi siamo totalmente opposti a questo sistema di partiti".

Ballottaggi, Nuti (5S): “L'endorsement di Salvini? I voti sono dei cittadini, non dei politici'
Però il bacino elettorale di riferimento su Roma di Salvini o della Meloni se si orientasse su Virginia Raggi vi farebbe comodo. O no?

"Che si orientino i cittadini che hanno votato Salvini o la Meloni oppure che si orientino i cittadini che hanno votato Fassina o al primo turno il Pd e ora si rendono conto del tracollo, o ancor meglio, quelli che non sono andati a votare al primo turno ma che ora hanno capito che c’è una possibilità di fare sul serio, di ottenere un Comune importante anche in difficoltà economiche, ci fa piacere e siamo contenti che facciano questa scelta. Ma se deve essere il segretario di partito che tratta i cittadini come burattini, a questo diciamo no. Se sono indicazioni di partito o di leader di partito, non ci interessano".  

Guardandola in prospettiva futura, superando il capitolo amministrative, c’è un altro passaggio strategico sul piano politico per capire se si andrà a elezioni anticipate nel 2017 o a scadenza naturale della legislatura, nel 2018: è il referendum costituzione rispetto al quale 5S sono per il no. Passando da questo ci sono le condizioni per creare un fronte comune anti-sistema e anti-Renzi?

"Prima di tutto, la partita sulle amministrative e in particolare su Roma non è affatto conclusa e non bisogna abbassare la guardia perché non abbiamo ancora vinto. Seconda questione: riforme costituzionali. Noi siamo contrari a impostare il dibattito sul contro o pro-Renzi. Renzi dovrebbe essere andato a casa già da tempo perché questo Parlamento e questo governo si sono dimostrati esattamente come i precedenti, composto da gente che fa leggi per pochi e non ha fatto tutte le cose necessarie come eliminare i vitalizi, il finanziamento pubblico ai partiti, una legge sulla class action, una seria legge sulla corruzione. Non solo sono stati beccati con le mani nella marmellata, ma tutte le varie proposte che dovevano portare avanti non sono state realizzate. Detto questo, se poi si sommerà il nostro no alla revisione costituzionale che nel merito è indecente, con questi politici della Lega o degli altri ben venga, poco ci importa. Il punto è che questa revisione costituzionale rende il Senato un dopo-lavoro per i consiglieri regionali dando pure l’immunità. In sostanza, la classe politica più corrotta, indagata o condannata, ‘occuperà’ il Senato senza una alcuna vera diminuzione dei costi né di miglior funzionamento del processo legislativo". 

Quindi niente punti di contatto in vista di un possibile fronte anti-Renzi con la Lega?

"No, nessun punto di contatto. Noi stiamo dicendo da anni un concetto chiaro: la Lega così come Sel, Sinistra Italiana e altri partitini che in questi mesi nasceranno, fanno parte di un sistema dei partiti al quale noi siamo totalmente opposti e contrari. Noi vogliamo proprio eliminarli questi partiti".
autore / Lucia Bigozzi
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