Rivelazioni-Mussolini, Rampelli (FdI): “Il centrodestra 2.0 è nato a Roma. No agli Alfano, Verdini e ai nazareni"

08 giugno 2016 ore 15:56, Lucia Bigozzi
“Il centrodestra nuovo è già nato a Roma attorno alla figura della Meloni”. Concetto di fondo sul quale Fabio Rampelli, capogruppo di FdI alla Camera incardina il ragionamento sul ‘piano’ disvelato dalla senatrice forzista Mussolini per bloccare il modello Salvini-Meloni a Roma. Nell’intervista con Intelligonews traccia il percorso in vista delle politiche ma ad alcune condizioni… 

Al di là delle dichiarazioni della senatrice Mussolini, emerge un quadro strategico per bloccare l’avanzata su Roma di un centrodestra a trazione leghista. E’ così? Qual è la sua valutazione?

"Il centrodestra nuovo 2.0 comunque è nato e questa è la nostra vittoria. Al di là del risultato elettorale che ci ha visto per pochi punti non accedere al secondo turno, sono gli elettori ad aver fatto nascere il centrodestra nuovo ignorando delle inverosimili scelte ad esempio fatte da Berlusconi che noi abbiamo denunciato fin dal principio. Il centrodestra nuova edizione è già nato a Roma attorno alla figura di Giorgia Meloni con una crescita di consensi rispetto a tre anni fa che mette i brividi dietro la schiena". 

Rivelazioni-Mussolini, Rampelli (FdI): “Il centrodestra 2.0 è nato a Roma. No agli Alfano, Verdini e ai nazareni'
Sì ma il modello prevalente è quello di Milano, una sorta di Cdl 2.0 capace magari di vincere nei numeri ma poi non in grado di governare stabilmente senza un'omogeneità culturale. Cosa risponde? 

"In politica come in altri campi, ciò che non si trasforma è destinato a perire. Immaginare che dal ’94 al 2016 lo scenario di questa alleanza possa restare immodificato, sia per regole di ingaggio, sia per leadership, sia per profili generazionali, significa volerla condannare alla scomparsa". 

Però c’è stato un tentativo a Roma di imporre il modello Milano che poi è la riproposizione del vecchio schema Casa della Libertà dove stanno tutti dentro, magari è la formula vincente sui numeri ma poi non essendoci omogeneità culturale, non governa. Cosa risponde?

"Ragionare per moduli nell'anno di grazia 2016 è kafkiano, poteva avere un senso all’epoca delle immarcescibili ideologie, oggi immaginare che ci sia un civismo buono e movimenti popolari e partiti cattivi è una follia. Ci sono esponenti della società civile certamente di alto profilo che possono essere utili per costruire il buongoverno delle amministrazioni locali così come ci sono esponenti politici di altrettanto valore. E tuttavia ci sono anche altri profili civici che non rappresentano una buona speranza per i cittadini, come nel caso di Marchini, diversamente da Parisi. C’è la buona politica e la cattiva politica, così come c’è il civismo buono e quello cattivo; non è che il civismo in quanto tale è buono e la politica in quanto politica è cattiva: si dà il caso che in democrazia, attraverso la politica si rappresenti la sovranità del popolo mentre, spesso, il civismo cattivo rappresenta la tecnocrazia e risponde non al popolo, ma ai poteri forti".

Disvelato il presunto piano a Roma, pensa che tutto ciò possa pregiudicare l’avanzamento di un centrodestra alla Salvini?

"Noi non abbiamo mai scelto un modello di alleanza chiuso tra FdI e Lega; noi vogliamo un centrodestra in condizione di vincere e quindi a vocazione maggioritaria, ma con paletti molto chiari: il primo è l’alternativa alla sinistra. Quindi, se il modello cui fa riferimento Berlusconi è l’aiutino a Renzi e al Pd come accaduto a Roma non siamo interessati; se il modello è il Patto del Nazareno non siamo interessati, se il modello è quello di mettere un eletto del Pdl nel governo nella persona di Alfano non siamo interessati; se il modello è la barzelletta di Verdini che si sarebbe convertito sulla strada di Renzi non siamo interessati. Siamo interessati a un bipolarismo o tripolarismo in cui ci sia la chiarezza delle posizioni, dei contenuti in modo che altrettanto chiaramente i cittadini possano scegliere tra modelli differenti". 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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