Bergoglio a Lampedusa: l'ascolto che rovescia i potenti. Ecco l'omelia in punti

08 luglio 2013 ore 10:37, Marta Moriconi
Bergoglio a Lampedusa: l'ascolto che rovescia i potenti. Ecco l'omelia in punti
"Benvenuto tra gli ultimi". Con questo abbraccio ideale, scritto su un lenzuolo bianco, il Papa è arrivato a Lampedusa. E sono arrivati a bordo di un pullman del centro d'accoglienza i migranti che lo hanno subito incontrato. E’ la prima visita del Pontificato di Papa Francesco.
Nel messaggio dei profughi, che indossano tutti un cappellino bianco, colore che domina l'isola almeno per oggi, qualcosa di molto sottovalutato dalla stampa. Il portavoce lo ha detto chiaro e tondo: sono qui, in Italia, ma non ci vogliono restare. Perché la vera meta sono le terre d’Europa e non esclusivamente la nostra. Tra loro ci sono molti giovani, donne e minori che vengono con questa speranza nel cuore. L'ascolto di Papa Francesco è stato attento e le prime parole dette sono state: ''Preghiamo anche per quelli che oggi non sono qui''. Ma sono i gesti che parlano per lui: il Papa ha salutato tutti i migranti, stringendo la mano ad ognuno di loro. Superato l’incontro al molo Favaloro il Santo Padre ha percorso la piazza sulla Papa mobile, un auto decappottabile,  salutando gli abitanti di Lampedusa e baciando i bambini. Per Francesco applausi e cori da stadio. Ora la messa. Le prime file saranno riservate agli ultimi. No alle autorità in pole. Un  messaggio nel messaggio, dunque. In puro stile Papa Francesco, che non ama cerimonie pompose né sfarzi e lo abbiamo visto fin dall’inizio: niente anello d'oro del pescatore, né croce preziosa. L’omelia non è stata lunghissima, ma assolutamente incisiva. Le parole chiave dell'omelia di Papa Francesco sono state 3: - Adamo e Caino. Dove sei e dov'è tuo fratello chiede rispettivamente ai due Dio. Dio ci cerca, anche dopo il peccato, noi non rispondiamo. "Chi è il responsabile del sangue di questi fratelli o sorelle?- ha chiesto Papa Francesco ricordando la prima lettura, tratta dal libro della Genesi, che racconta la storia di Caino e Abele - "Nessuno: tutti noi rispondiamo cosi'. Ma Dio chiede a ciascuno di noi: dove e' il sangue del tuo fratello che grida fino a me? Abbiamo perso il senso della responsabilità fraterna". -  Globalizzazione.  ''Abbiamo perso il senso della responsabilità fraterna. La globalizzazione dell'indifferenza ci ha tolto la capacità di piangere' - Bolle di sapone. "La cultura del benessere rende insensibili alle grida degli altri, fa vivere in bolle di sapone. Una situazione che porta all'indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell'indifferenza". - Erode nel cuore. "Di fronte alla tragedia dei migranti morti in mare, 'domandiamo al Signore che cancelli ciò che di Erode è rimasto anche nel nostro cuore'' - Piangere. "Domandiamo al Signore la grazia di piangere  sulla nostra indifferenza, sulla crudeltà che c'è nel mondo, in noi. - Anonimato. La crudeltà che c'è anche in coloro che nell'anonimato prendono decisioni socio-economiche che aprono la strada ai drammi come questo. Chi ha pianto oggi nel mondo?''. - Perdono. Per i migranti morti in mare "ti chiediamo perdono, Padre. Perdono, Signore, per chi si e' chiuso nel proprio benessere che porta all'anestesia del cuore''. 
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