Don Zappolini: «Gioco d'azzardo, così non va. Domani alla Camera chiederemo una nuova Legge»

08 luglio 2013 ore 13:10, intelligo
Don Zappolini: «Gioco d'azzardo, così non va. Domani alla Camera chiederemo una nuova Legge»
di Andrea De Angelis Ai microfoni di Intelligo News il portavoce di Mettiamoci in gioco, don Armando Zappolini, punta il dito contro la pubblicità ingannevole del gioco d’azzardo, paragonando il rapporto “Stato – Gioco” a quello “Mafia – Droga”. Secondo le associazioni della campagna, che domani saranno ricevute a Montecitorio, il fenomeno sfrutta le difficoltà socio economiche delle fasce più deboli della popolazione per meri interessi economici, alimentando una patologia sempre più diffusa.   Mettiamoci in gioco è una campagna promossa da diverse realtà sociali ed associative per combattere la patologia del gioco d’azzardo. Qual è la sua storia e da chi è composta? «Mettiamoci in gioco è nata un anno fa con l’intenzione di sensibilizzare la politica e la cittadinanza ad un problema che riguarda ormai centinaia di migliaia di persone. La campagna ha accolto e continua ad accogliere il grido di allarme giunto da diverse realtà: dalla Legalità e la Lotta contro le Mafie alle comunità di recupero, ed ancora le grandi associazioni nazionali e locali, le Acli, i sindacati, i comuni con l’Anci, quindi una rete completa che si è messa insieme per perseguire obiettivi condivisi ». Quali sono questi obiettivi? «Creare un percorso legislativo che impedisca  l’aggressione della pubblicità del gioco sulle fasce più deboli della popolazione,  garantendo il diritto di cura a chi vive in modo patologico questa esigenza. Chiediamo inoltre un potere maggiore per i sindaci, così da poter regolare in modo più rapido ed efficiente tale emergenza ». Il 9 luglio sarete ricevuti alla Camera, un momento importante dal quale sperate di ottenere che cosa? «Domani a mezzogiorno saranno presenti alla sala della Mercede deputati, senatori, rappresentanti dei sindaci, e sarà l’occasione per discutere della ragnatela dell’industria del gioco, così fitta ed efficace, da compromettere la dignità stessa della politica ». Stiamo parlando di conflitto d’interesse? «Assolutamente, anche perchè ci sono situazioni di persone che da quadri dirigenti di queste società sono entrate in Parlamento, o viceversa, tutelando e promuovendo gli interessi delle grandi lobby del gioco ». Quanto sono importanti le figure degli ex giocatori nel percorso riabilitativo di chi cerca di combattere tale patologia?  Sapere che qualcuno è riuscito può essere il migliore antidoto contro la pubblicità di cui parlava prima? «Una cosa non esclude l’altra. Da una parte è necessaria la prevenzione con leggi che tutelino le fasce più deboli della popolazione, impedendo l’aggressione della pubblicità con questa illusione della vincita facile. Dall’altro è chiaro che lo stimolo di giocatori che hanno vinto la dipendenza è molto efficace per chi la sta ancora vivendo, ma pensarli come gli unici attori necessari è un errore ». L’eterogeneità del problema è il vero dramma dello stesso? «Tendenzialmente si cerca di aggredire le fasce più deboli, sensibili all’illusione della vincita facile. Di certo il problema riguarda uomini e donne, giovani ed anziani, ma è chiaro che i più esposti sono coloro che vivono un disagio economico e sociale: penso ai disoccupati, a chi è in cassa integrazione o ai pensionati ». Sostenete dunque che la crescita dell’industria del gioco non dipende solo da un investimento massiccio da parte dello Stato, ma anche dal momento economico particolarmente difficile che sta vivendo il Paese? «La pubblicità si fa forza di questo come le mafie si fanno forza per vendere la droga alla fascia più debole della popolazione. La vulnerabilità alimenta entrambe. Finchè lo fa la mafia... ma quando lo fa lo Stato questa cosa è inaccettabile. Ecco perché noi chiediamo che tutto questo fermento di proposte e proclami al quale assistiamo ormai da mesi conduca ad una legislazione finalmente matura, che affronti in modo diverso rispetto al passato questo problema ». 
autore / intelligo
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