L'autismo esce dal tunnel istituzionale: dalla Camera primo sì alla legge

08 luglio 2015, Micaela Del Monte
L'autismo esce dal tunnel istituzionale: dalla Camera primo sì alla legge
Con 296 voti a favore e 6 contrari la Camera ha dato il via libera alle Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie.

Il testo approvato oggi si basa su tre punti. Innanzitutto, prevede l’aggiornamento triennale delle Linee di indirizzo per prevenzione e cura, estendendole non solo alla vita del bambino autistico ma anche all’adolescente e adulto. Inoltre prevede l’inserimento dell’autismo nei Lea per garantire uniformità di trattamento nelle varie regioni. Infine impegna il ministero della Salute a promuovere ricerca di tipo biologico e genetico, ma anche di tipo riabilitativo e sociale.

“Sono molto soddisfatto per l’approvazione di questo testo che consentirà di dare risposte ai bisogni di salute di tante famiglie", ha dichiarato il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo

"Lo spettro autistico fa un esordio molto autorevole nella legislazione dello Stato con questo provvedimento che offrirà ai tantissimi attori del sistema la possibilità di mettere in campo nuove reti di servizi utili per la diagnosi, per la cura, per l'assistenza e, non da ultimo, anche per la ricerca sull’autismo. Nei confronti di questo disturbo il Ministero della salute ha avuto, e continuerà ad avere, una forte attenzione: nell’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza che il Ministero ha presentato, e che attualmente è all’esame della Conferenza Stato Regioni, sono stati previsti infatti interventi per i minori con disturbi in ambito neuropsichiatrico e quindi anche per chi soffre di autismo, con nuove possibilità nelle varie aree dell'assistenza: territoriale, domiciliare e anche farmaceutica. Ora - ha aggiunto il sottosegretario - non resta che applicarli. Sicuramente quella approvata oggi è una legge programmatica, basata su queste nuove possibilità e sono certo che renderà un servizio importante e costituirà un punto di riferimento rilevante per le politiche regionali su questa materia”.

"Così com’è, il testo resta di fatto poco più di una dichiarazione di intenti. Positivo anche il richiamo alla ricerca scientifica, ma anche quest’ultima non può dare risultati senza finanziamenti", ha invece commentato il deputato del gruppo "Per l’Italia-Centro Democratico" Gian Luigi Gigli

"Dal momento che di fondi non se ne parla", ha fatto sapere il M5S, "sono state bocciate tutte le misure che avrebbero potuto essere davvero utili: integrazione scolastica, formazione degli insegnanti, attività extramurali". Per Marco Rondini della Lega, "spetta ora al governo trovare i fondi per tradurre in pratica le buone intenzioni".

La proposta di legge, già approvata dal Senato è stata parzialmente modificata dal passaggio in Commissione Affari Sociali di Montecitorio. Dovrà quindi tornare a palazzo Madama per il via libera definitivo.
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]