Grecia: Tsipras chiede 7 miliardi, Ue dovrebbe fare il ponte (prestito)

08 luglio 2015, Luca Lippi
Grecia: Tsipras chiede 7 miliardi, Ue dovrebbe fare il ponte (prestito)
Jean Claude Juncker non esclude nessuna ipotesi - e questo è l’inno dell’ovvio -, tuttavia la Grecia chiede 7 miliardi di prestito ponte per onorare i debiti non tanto con l’Europa, quanto con i potentati statunitensi che si nascondono dietro la silouette della Lagarde (Fmi).

E allora l’occasione è ghiotta, prima di tutto per l’Europa, che può dimostrare di essere autosufficiente (perché lo è!) e forse sarebbe anche il caso di cominciare a rendersi autonomi per ottimizzare le indiscusse risorse del vecchio continente, invece di piegarsi a inutili Ttip che favoriscono inutilmente l’ultraliberismo fallimentare statunitense (che ricordiamo essere cosa diversa dal liberismo vero).

Altra occasione, quella di dimostrare a tutto il mondo (che osserva l’Europa), che l’Europa c’è, che l’Europa fa cerchio con un Paese membro per sostenerlo e proteggerlo. Un segnale forte per chiunque avesse voglia di invadere economicamente la “nostra” area geografica.

L’inizio di un nuovo corso. Tsipras deve promettere riforme serie, sostenibili ma serie, dove “la parola” torna ad essere più forte di un atto notarile, dove “la stretta di mano” è più preziosa di ogni patto scritto.

Un prestito ponte si deve concedere, e Tsipras (Davide) che ha avuto il coraggio di gridare la sua rabbia all’Europa (Golia) ora si abbandoni al pianto terapeutico accettando una stretta sincera, un afflato di sincera coesione e comprensione per chi ha sicuramente commesso errori ma, da subito è pronto a seguire le raccomandazioni e le rassicurazioni di chi ha responsabilità di “buon padre di famiglia”.

Mario Draghi sta dimostrando come si deve fare, gli altri devono solamente allinearsi, e forse Tsipras dovrebbe chiedere direttamente al banchiere italiano come fare, come farebbe un foglio col padre. Non è buonismo o sentimentalismo, è la realtà. Il sistema Famiglia è l’esempio più mirabile per la più ampia macro-famiglia Europa.
Diamo un segno forte come Europa Unita realmente, e ripartiamo da qui. Tendiamo la mano a chi ha bisogno di redimersi, e si redima chi ha bisogno di essere aiutato.

Non c’è tempo per populismi e neanche per propaganda. Il treno ha preso una corsa troppo veloce per colpa di un macchinista sprovveduto e invasato. Raccogliamo chi cade, e poi diamo la caccia al macchinista, ma subito soccorriamo i feriti non procuriamone altri. Siamo l’Europa? Benissimo, dimostriamolo.
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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