Calcioscommesse, Conte rinviato a giudizio ma resta azzurro

08 luglio 2015, Micaela Del Monte
Calcioscommesse, Conte rinviato a giudizio ma resta azzurro
La procura di Cremona ha chiesto il rinvio a giudizio anche per Antonio Conte alla fine dell'inchiesta sul calcioscommesse.

Il numero di imputati per i quali il procuratore Roberto di Martino ha chiesto il processo è altissimo: 104, allo stato, e tra questi idoli ed ex del mondo del pallone. Primo fra tutti figurerebbe appunto il nome del Ct della Nazionale azzurra 
per il quale sarebbe stata ufficializzata l’accusa che era nell’aria da qualche settimana: frode sportiva per Albinoleffe-Siena del 29 maggio del 2011 (quando Conte era allenatore della squadra toscana) in relazione alla quale fu chiamato in causa dal suo ex giocatore Filippo Carobbio, uno dei "pentiti" dell’inchiesta che ha già patteggiato la pena con l’altra “gola profonda”, Carlo Gervasoni
Sarebbe invece caduta l'accusa per associazione a delinquere e verrà chiesta, inoltre, l'archiviazione per la partita Novara-Siena del 30 aprile 2011.

Secondo fonti vicine a Conte il tecnico della Nazionale si sarebbe detto "amareggiato, ma determinato ad andare avanti come Ct". Sono state dunque accolte solo in parte, quindi, le argomentazioni del difensore dell’allenatore, Leonardo Cammarata, mentre non è passata  la linea della difesa riguardo Albinoleffe-Siena.

Le conseguenze penali per Antonio Conte appaiono tutto sommato limitate, mentre la posizione di altri big coinvolti, alcuni anche arrestati all’inizio dell’inchiesta non è così. Ad esempio per Doni, l’ex bomber della Nazionale Beppe Signori e l’ex capitano della Lazio, Stefano Mauri, rimarrebbe confermata l’accusa ben più grave di associazione per delinquere

"Sono stato tutto il giorno in Consiglio federale e ho saputo poco fa. Non l’ho sentito ancora ma noi non cambiamo atteggiamento, è una notizia che ci si aspettava e abbiamo fiducia in lui". Lo ha detto il presidente della Figc, Carlo Tavecchio.
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