10 anni fa Syd Barrett moriva: la sua vita tra alieni, droga e psicofarmaci

08 luglio 2016 ore 9:10, intelligo
Di Mario Grassi

Il 7 luglio di dieci anni fa ci lasciava Roger Keith Barrett, detto Syd. Fondò la band celebre band dal prisma che scinde la luce in arcobaleno. Quando gli chiesero della ragione del nome furono le sue parole: “La sua band ha un nome molto originale. Ma chi le ha suggerito il nome Pink Floyd?”. “Gli alieni!” in realtà il nome deriva dagli amati bluesmen Pink Anderson e Floyd Council. “Sono una persona piena di polvere e chitarre”, di cui la più famosa è la sua Fender Esquire intarsiata di piccoli specchi circolari. Genio e somma sregolatezza, simbolo del b-side del sogno psichedelico inglese. Dei Floyd, Syd è stato l’anima e il frontman incontrastato dal 1965 alla fine del 1967: solo dopo sarebbe decollato il duo Roger Waters/David Gilmour. Li ha ispirati nelle loro celebri di invenzioni chitarristiche, magari usando un accendino al posto del plettro. Poi, si sa, i troppi acidi assunti hanno concorso a bruciargli l’encefalo. Barrett uscì di senno subito e già non era più lui quando la band si è vista costretta ad allontanarlo, continuando però a evocarlo per tutti i dischi degli anni settanta, quelli degli anni d’oro.
The Dark Side Of The Moon Il più celebre dei dischi vede a lui dedicato il brano Brain Damage ,Wish You Were Here (che comprende Shine On You Crazy Diamond, sempre dedicata a lui) e anche The Wall (ha raccontato Waters che la scena nel film omonimo in cui Bob Geldof siede davanti al televisore mentre una sigaretta gli si spegne tra le dita, era ispirata a un fatto reale avvenuto a Syd).  Due album da solista ha realizzato Syd Barrett, usciti entrambi nel 1970, The Madcap Laughs e Barrett, sono considerati capolavori di quella che era una vera e propria musica alternativa per l’epoca, una musicalità nuova unica nel suo genere. Nel finale della sua intensa vita, sono apparsi scatti fotografici che lo immortalavano grasso e contorto.
Già nei primi anni sessanta Syd era già noto a Cambridge. Nel frattempo scopre l’Lsd, che ha invaso la sua città. Si trasferisce nella Swinging London dove conosce e diventa amico di Roger Waters. Salta da una relazione all’altra. Nel 1966 i Pink Floyd sono già sulla bocca di tut ti.Nel 1967 i primi successi pubblico e critica applaudono, ma Barrett inizia però già a manifestare le sue prime e inequivocabili stranezze. Il suo sguardo sembra vagare nel vuoto; i suoi sorrisi sanno di assenza; si presenta in pigiama in tv e non emette quasi verbo in trasmissioni seguitissime come i lPat Boone Show; smette di suonare e cantare nel bel mezzo di un concerto; scompare e riappare.
10 anni fa Syd Barrett moriva: la sua vita tra alieni, droga e psicofarmaci
Nel Natale del 1967 Waters chiede a David Gilmour, amico di vecchia data di Syd, di unirsi al gruppo come chitarrista di supporto: di fatto, diventa la chitarra solista, mentre a Syd viene assegnato il ruolo di voce e musicista di complemento. Syd è diventato imprevedibile, ingestibile per un complesso che pensa in grande. La separazione ufficiale ha una data: 6 aprile 1968. Si perde totalmente, ostaggio degli stupefacenti. Il suo cervello ormai è in totale stato di decozione tant’è che non si è riuscito ancora a capire quale patologia avesse.
The Madcap Laughs il suo album lo compone collaborando con David Gilmour e Roger Waters, oltre che i Soft Machine di Robert Wyatt come session men. “Alcune parti del suo cervello erano ancora brillanti” ha affermato Gilmour, che produrrà il secondo e ultimo Lp in solitaria di Syd, intitolato Barrett. 
Il colpo di grazia glielo da il Mandrax uno psicofarmaco dell’epoca lo mette definitivamente al tappeto. Nel 1970 tiene un concerto alla sala da ballo London Olympia: abbandona il palco dopo tre o quattro canzoni. A chi gli domanda se ha intenzione di tornare a incidere un nuovo disco, replica in questi termini: “Ho solo 24 anni: sono ancora giovane, ho tempo”. Diventa irriconoscibile e invisibile. Dopo qualche anno consumato in un hotel di Londra a ingrassare davanti alla tv, si torna a Cambridge, insieme a sua madre. 
Ha influenzato molti  David Bowie soprattutto, e poi Brian Eno, Jimmy Page, Paul McCartney,Marc Bolan, i Tangerine Dream, Robyn Hitchcock. E anche formazioni oggi amatissime come i Tame Impala e i Flaming Lips, gli devono molto. 
Al Corn Exchange di Cambridge (il posto in cui tenne i suoi ultimi concerti nel 1972) il 27 ottobre ci sarà una serata-evento che culminerà  nel live Syd Barrett - A Celebration- degli svedesi Men On The Border, che suoneranno le canzoni di Barrett e dei Pink Floyd con l’accompagnamento della Sandviken Symphony Orchestra.
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