Dal ceppo Klebsiella cosa provoca il nuovo batterio resistente agli antibiotici

08 luglio 2016 ore 10:23, Americo Mascarucci
Cresce a dismisura il numero di batteri resistenti agli antibiotici.
E' di nuovo allarme tra gli esperti per la scoperta di un nuovo ceppo di batterio resistente alla colistina, un antibiotico 'salvavita' utilizzato in occasione di determinate infezioni, tra cui quelle polmonari. 
La scoperta è opera del laboratorio di Microbiologia Clinica dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi (Firenze).
"La variante genetica identificata - ha spiegato Gian Maria Rossolini, direttore del laboratorio - è particolarmente allarmante perché il clone del batterio Klebsiella pneumoniae è resistenti ad antibiotici ad ampio raggio sia in Italia che altrove. Può provocare polmonite batterica - resistente alla colistina, produttore della carbapenemasi KPC. La carbapenemasi è un enzima in grado di inattivare gli antibiotici della classe dei carbapenemi.".
"I risultati a cui sono pervenuti i colleghi di Firenze - ha commentato Pierangelo Clerici, presidente dell'Amcli (Associazione microbiologi italiani) - confermano che il fenomeno del farmaco resistenza batterica negli ospedali avanza inesorabilmente e che tutte le azioni devono essere messe in atto per contrastarlo".
L’Italia è il paese che ha il più alto numero di batteri capaci di resistere agli antibiotici; un primato certamente non invidiabile reso noto in occasione del World antibiotici Awareness Week, un’iniziativa globale per migliorare la comprensione del problema e cambiare il modo in cui vengono utilizzati gli antibiotici. 
Un primato che pone l’Italia in testa alla classifica dei paesi europei almeno stando ai dati diffusi dall’European Center for Diseases Control (Ecdc). 

Dal ceppo Klebsiella cosa provoca il nuovo batterio resistente agli antibiotici
Il consumo di antibiotici in Europa non calerebbe, e anzi in alcuni paesi continuerebbe a salire. 
Secondo il rapporto, basato sui dati della sorveglianza Esac-net dell'Unione Europea, il dato medio Ue di consumo fuori dagli ospedali per il 2014 è 21,6 dosi al giorno ogni mille abitanti, e varia dalle 10,6 dell'Olanda alle 34,6 della Grecia.
L'Italia, con 27,8 dosi, è al quinto posto, dietro a Francia, Romania e Belgio. 
Il dato medio è sostanzialmente stabile, con la Gran Bretagna che ha mostrato un aumento del consumo bilanciato da diminuzioni a Cipro e in Svezia.

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