Calo matrimoni anche in Chiesa: il funerale lo "celebra" il Censis per il 2031

08 luglio 2016 ore 13:20, Americo Mascarucci
Il titolo già di per sè dice tutto: "Non mi sposo più"
Si chiama così infatti l'indagine del Censis che fotografa la crisi dei matrimoni in Italia.
Secondo quanto analizzato dal Censis infatti il matrimonio in Italia, sia civile che religioso, è in crisi profonda e rappresenta oggi la scelta residuale di una piccola parte della popolazione che non è in maggioranza quella giovanile. 
Nel 2014 in Italia si sono celebrate 108mila nozze in chiesa, 61.593 in meno del 2004, ma soprattutto 127.936 in meno rispetto al 1994. 
In vent'anni c'è stato un crollo del 54% dei riti religiosi.
Secondo il rapporto del Censis, il matrimonio non è più percepito come necessario per lasciare la casa dei genitori, per mettere al mondo figli, per dare spessore sociale a un legame d’amore, per suffragare e garantire un progetto comune di famiglia.
Partendo dai dati Istat sul crollo complessivo delle nozze (erano 291.607 nel 1994, sono scese a 189.765 nel 2014) il Censis elabora inoltre uno scenario futuribile nel quale "nel 2020 si avranno più matrimoni civili che religiosi, e nel 2031 non sarà celebrato un solo matrimonio nelle nostre chiese"
 "Noi abbiamo proiettato in avanti le tendenze degli ultimi vent'anni, e lo scenario futuro è quello di un'Italia a matrimonio religioso zero -  spiega Massimiliano Valerii, direttore del Censis - un dissolvimento totale di questa istituzione, perché ormai la crisi è globale, e riguarda sia i riti civili, che hanno smesso di crescere, sia in particolare quelli in chiesa, che sono in caduta libera. In pratica - aggiunge Valerii - abbiamo visto che tra il 1994 e il 2014 si sono "perduti" 128mila matrimoni religiosi, cioè 6.400 all'anno. E lo scorso anno i riti in chiesa sono stati 108mila. Ecco: se, partendo da questo dato, togliamo ogni anno 6.400 cerimonie, il risultato è che in 17 anni, cioè nel 2031, i matrimoni benedetti dal prete saranno azzerati". 

Calo matrimoni anche in Chiesa: il funerale lo 'celebra' il Censis per il 2031
Il rapporto individua due conseguenze generali di questa situazione. La prima è che il matrimonio è diventato "una istituzione che non è più il baricentro della vita individuale e sociale, perché non è più la porta d’accesso all’autonomia rispetto alla famiglia di origine e alla genitorialità". 
La seconda è che si tratta di "una istituzione che sempre più coinvolge i non più giovani, perché molti riscoprono la voglia di matrimonio solo dopo aver accumulato altre esperienze di vita".
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