Truffa allo Stato, 3 arresti e sequestro per 1,2mln: finanziati progetti inesistenti

08 luglio 2016 ore 11:27, Luca Lippi
Il Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli (Sezione reati contra la Pubblica amministrazione) ha dato mandato al Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli di trarre in arresto tre persone  ed eseguire sequestri nei loro confronti e di altri quattro indagati ancora ignoti alla cronaca.
La contestazione addebiti è relativa a una presunta truffa ai danno dello Stato per la quale la Procura ha spiccato l’ordinanza impositiva degli arresti domiciliari e di sequestro preventivo per tre persone.
Il sequestro di beni ammonta per complessivi un milione e 200mila euro e fanno riferimento a una serie di illeciti in danno della Camera di Commercio di Napoli, perpetrati nell’ambito delle procedure di erogazione dei cospicui ?nanziamenti pubblici che l’Ente in questione assegna a bene?cio di numerose associazioni di categoria, per lo svolgimento di attività progettuali ed eventi di promozione della realtà socio-economica partenopea.

Truffa allo Stato, 3 arresti e sequestro per 1,2mln: finanziati progetti inesistenti

Gli indagati, secondo la Procura, avrebbero illecitamente beneficiato di dazioni pubbliche destinate dalla Camera di Commercio di Napoli, alla tutela dei mercati e dei consumatori nonché alla promozione dell’impresa e dell’artigianato, dirottandole fraudolentemente a vantaggio proprio o di società direttamente riconducibili ai medesimi, mediante la presentazione, agli organismi camerali preposti ai controlli, di documentazione falsa, attestante spese "apparentemente" inerenti l’esecuzione di oltre 60 progetti di pubblico interesse in realtà mai svolti.
Tra i progetti al vaglio della Magistratura ci sono: “La legalità come investimento nella promozione dello sviluppo territoriale", “La tutela alimentare", “Zeppola di San Giuseppe (riconoscimento del prodotto tipico napoletano)”,  “ll settore vitivinicolo negli Stati Uniti d’America", "Codice per la legalità delle piccole e medie imprese”, "I costi dell'illegalità e la lotta alla criminalità organizzata”, "Ecosostenibilità nelle costruzioni” e numerosi altri.
Nel dettaglio, gli inquirenti a dimostrazione della natura assolutamente fittizia dei progetti, costruiti solo cartolarmente, hanno documentato la  falsificazione di firme sulle ricevute di pagamento per prestazioni e collaborazioni rese da terzi, sono state emesse fatture per operazioni inesistenti, sono stati redatti rendiconti per operazioni inesistenti,  dichiarazioni mendaci di aperture di sportelli informativi presso alcuni Comuni.
Altresì, gli inquirenti hanno notato (da qui il sospetto) la presentazione di piani finanziari identici per più progetti,  richieste di contributi per pubblicazioni in realtà già realizzate o per nuove edizioni mai pubblicate, sono stati allegati ai rendiconti assegni utilizzati per l’acquisto di beni o servizi che nulla avevano a che fare con il progetto finanziato. 
E’ stata riscontrata, inoltre, l’assoluta assenza dei controlli svolti dalle competenti strutture o addirittura, la consapevole complicità di alcuni infedeli dipendenti camerali. Agli indagati viene contestato il reato di associazione per delinquere nonché plurimi episodi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

autore / Luca Lippi
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