Il relitto dei morti: che senso ha recuperare quei corpi dei migranti?

08 luglio 2016 ore 17:10, Paolo Pivetti
Quei morti riposavano in fondo al mare. Quanti morti riposano in fondo al mare! Quanti morti di quante guerre! Quanti nostri morti! E nessuno s’è mai sognato di andare a disturbare il loro riposo con l’ogogliosa impresa di tirarli fuori.

Quanti di quei morti saranno ormai decomposti, o si staranno decomponendo, cullati dalle correnti salse del mare. Forse si sono anche abituati a dormire il loro sonno eterno nell’acqua marina. All’inizio avranno trovato quella collocazione un modo strano, non previsto, per aspettare la Resurrezione dei corpi, ma certamente hanno ormai capito che l’onnipotente Misericordia di Dio, al momento della Resurrezione, alla fine dei tempi, saprà raccogliere anche loro, come chiunque, da qualsiasi angolo della terra e dell’acqua, anche dagli angoli più lontani dalla nostra attuale, provvisoria corporeità.
Allora, che bisogno c’era di andare a disturbare quelle centinaia, si diceva settecento, quelle centinaia di morti sconosciuti, sconosciuti a noi ma non a Dio, che già avevano trovato riposo sui fondali del Mare Nostrum? Forse si pensava di identificarli uno ad uno e poi telefonare alle famiglie? Non hanno nemmeno la carta d’identità, quella non se la sono portata: condizione per entrare nel gioco sordido dei loro schiavisti.
Il relitto è stato ripescato con un intervento complesso e rischioso, ma la maggior parte di loro non c’è più. Stima il comandante dell’operazione che ci siano tra i 250 e i 300 corpi. E gli altri? Stanno fluttuando con quel che resta di loro nell’acqua del mare,come le preghiere fluttuano nell’aria di un tempio. 
Per ora nel porto di Augusta, dentro un hangar refrigerato, i soccorritori con immensa fatica, stanno tentando di capirci qualcosa nella matassa di quel che resta di corpi, orrendamente aggrovigliati persino in sala macchine. 
E poi, dopo il costosissimo recupero, cosa si pensa di fare? Trasformare il doloroso relitto in un monumento alla memoria?

Il relitto dei morti: che senso ha recuperare quei corpi dei migranti?
È la sciagurata vanità di una presunta buona azione che è andata a violare i segreti del disfacimento cui avevano diritto quei morti, che ha tolto loro il rispetto per un Mistero che si stava svolgendo tra loro e gli elementi. Che senso ha averli recuperati?C’è anche il programma di infliggere loro un’autopsia. Poi, quelli sottratti a una decomposizione marina saranno sepolti nella terra di cimiteri siciliani che già se li contendono, dove di nuovo si decomporanno, ma avendo nel frattempo offerto l’occasione di una passerella buonista a tanti politici. 
Andavano lasciati, con rispetto e amore cristiano, al loro destino. Perché anche l’acqua è un destino; lo è stato per molti, e lo fu ancor prima della terra, per tanti viventi che ci hanno preceduto.
autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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