Sciagura di Genova. I primi dubbi: quella strana manovra

08 maggio 2013 ore 16:01, Domenico Naso
Sciagura di Genova. I primi dubbi: quella strana manovra
Sette morti e tre dispersi: è l’agghiacciante bilancio della tragedia della nave cargo Jolly Nero, che ieri sera si è schiantata contro la torre di controllo del porto di Genova, alta 50 metri, distruggendola completamente. Dolore e sbigottimento, ovviamente, ma ora è il momento di cominciare a individuare le responsabilità.
Quella nave, innanzitutto, non doveva essere lì. Lo dice in modo chiarissimo Luigi Merlo, presidente dell’Autorità portuale di Genova: « Stava uscendo, di questo siamo certi. Ma una nave di quelle dimensioni non fa manovra lì. È davvero inspiegabile al momento quanto successo». Il procuratore Michele Di Lecce ha dichiarato che al momento non esiste una versione ufficiale sull’accaduto, ma la procura di Genova ha già aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo e sta addirittura l'ipotesi di reato per attentato alla sicurezza dei trasporti. Risultano indagati anche il comandante della nave e il pilota. Di sicuro si sa che al momento dell’impatto al timone non c’era il comandante ma un pilota del porto, che ha già dato la sua versione dei fatti agli inquirenti. La causa dell’impatto potrebbe essere un’avaria dei motori, ma l’interrogativo più importante (e penalmente rilevante) è un altro: perché una nave di quella mole (lunga 239 metri e larga 30), faceva manovra in quel punto, proprio di fronte alla torre di controllo? Dovranno dare una risposta i magistrati e le forze dell’ordine, ma intanto Genova piange sette vittime innocenti.
autore / Domenico Naso
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