Tifoso ferito, con De Santis c'erano almeno 4 persone

08 maggio 2014 ore 16:06, Adriano Scianca
Tifoso ferito, con De Santis c'erano almeno 4 persone
Daniele De Santis
sarebbe stato l'unico a sparare, ma non era solo in quel pomeriggio di follia a Tor di Quinto. Ne sono convinti i pm che indagano sul ferimento di Ciro Esposito prima della finale di Coppa Italia Napoli-Fiorentina. Sarebbero quindi almeno quattro le persone che, con il casco in testa, erano accanto all'ex ultras giallorosso quando è avvenuta la sassaiola, con lancio di petardi, contro un bus con i tifosi del Napoli in transito verso lo stadio Olimpico. Il gruppo si sarebbe poi dileguato al primo accenno di reazione dei napoletani in una direzione diversa a quella di De Santis. Il quale, raggiunto da un primo gruppo di supporter azzurri, avrebbe fatto fuoco quattro volte. Il gip di Roma, nell'ordinanza che dispone l'arresto in carcere di De Santis, afferma che "allo stato della documentazione in atti, si ritiene individuato in De Santis l'autore dei colpi d'arma da fuoco". Nell'ordinanza, il magistrato Giacomo Ebner descrive anche la natura dell'indagato come “incontenibile e specialmente violenta”, parlando della “comprovata incapacità a misurare la gravità delle proprie azioni”. Il giudice fa anche riferimento alla "manifesta tendenza" di De Santis a farsi “giustizia da sé”. Non si indaga, invece, sulla presunta trattativa fra Stato e tifosi violenti. “Non ci può essere un'indagine sulla trattativa perché non esiste il reato di trattativa”, ha precisato il capo della procura di Roma, Giuseppe Pignatone. I magistrati stanno comunque acquisendo, in collaborazione con la Figc, gli atti di indagine della procura sportiva per ricostruire quanto avvenuto all'interno dello stadio Olimpico e per l'individuazione di fattispecie di reato (come la minaccia e la violenza privata) e di eventuali responsabili. Le carte della giustizia sportiva hanno già determinato l'iscrizione sul registro degli indagati di Gennaro De Tommaso e Massimo Mantice, i due capi della tifoseria napoletana, per lo scavalcamento delle barriere e l'invasione di campo. “Genny 'a carogna” è indagato anche per aver esposto la maglietta con la scritta “Speziale libero”.  
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