De Laurentiis manda in ritiro Platini: "Un monarca, si dimetta"

08 maggio 2015, Andrea De Angelis
Nulla è compromesso perché se da un lato è vero che il Napoli ha commesso un autentico passo falso, dall'altro la squadra partenopea è sicuramente in grado di andare a vincere in trasferta la gara di ritorno contro il Dnipro così da accedere alla finale di Europa League. 

De Laurentiis manda in ritiro Platini: 'Un monarca, si dimetta'
Un traguardo forse dato troppo per scontato dopo l'urna benevola che ha evitato agli azzurri Siviglia e Fiorentina, le altre due squadre chiamate a contendersi la finalissima (con gli spagnoli virtualmente già qualificati grazie al 3-0 di ieri contro i viola).

Il pareggio per 1-1 del San Paolo non è però andato giù al presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, che così ha parlato al termine della partita: "Se diamo fastidio ce lo dicano: Platini (il presidente dell’Uefa, ndr) perché fai queste stupidaggini, perchè ti vuoi attirare l’antipatia di un popolo di sei milioni di tifosi napoletani? Forse hanno già assegnato questa coppa alla Spagna, al Siviglia".

Parole pesanti, frutto di una rabbia scaturita soprattutto per il gol degli avversari, arrivato con due uomini in fuorigioco.
"Il Dnipro - ha aggiunto De Laurentiis - ha giocato con sei uomini in più, l’intera formazione arbitrale. Noi, già dopo venti minuti, ci siamo accorti di quello che stava accadendo in campo. Platini è un monarca, ora mi chiedo cosa penserà nel buio della sua cameretta a Nyon (sede dell’Uefa, ndr) visto che non ha saputo garantire un arbitraggio come si deve ad una semifinale europea: ciao, adesso dì una preghierina".  
 
Capitan Hamsik è dello stesso avviso: "Non possiamo farci niente, ma non credo fosse un fuorigioco difficile da vedere. Sapevamo che il Dnipro è una squadra organizzata che si difende bene, nel primo tempo non abbiamo giocato benissimo ma dopo il vantaggio potevamo fare altri due gol. Spiace per il gol preso, ma in ogni caso ce la giocheremo a Kiev".

Di certo ora la squadra di Benitez è chiamata a una doppia impresa: cambiare l'esito della sfida lontano dalle mura amiche e poi, una volta in finale, battere un Siviglia apparso in ottima condizione di forma. 
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