Proposta nozze gay Italian's got Talent, parla Mancuso di Equality: “Più efficace di mille pride"

08 maggio 2015, Lucia Bigozzi
Proposta nozze gay Italian's got Talent, parla Mancuso di Equality: “Più efficace di mille pride'
“Ogni volta che la tv dà queste opportunità per noi è un grande conquista, più efficace di mille Pride”. Non ha dubbi Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia nel commentare la richiesta di matrimonio e il bacio in diretta tra i due ballerini in gara a Italia's got talent. Nella conversazione con Intelligonews, spiega anche perché l’affermazione dell’amore gay contribuisce “al benessere della società”.

Ha seguito Italia's got talent? Come legge la richiesta di matrimonio tra una coppia omosessuale e il bacio in diretta?

«Ho seguito la trasmissione e la considero una cosa bellissima. Tutte le occasioni in cui la tv dà l’opportunità all’amore anche omosessuale – scene d’amore tra eterosessuali le vediamo tutti i giorni - di manifestarsi liberamente rappresentano una grande conquista: anche perché è più efficace questa di mille Pride che possiamo fare».

In che senso? Potenza della tv?

«Nel senso che si rivolge al pubblico indistintamente e afferma una cosa importante sulla quale stiamo lavorando, ovvero le relazioni tra le persone e questo fa bene alla società nel suo complesso. Noi stiamo facendo una battaglia per il benessere complessivo della società, perché più ci sono coppie che decidono di unirsi, nel caso specifico i due ballerini hanno detto che si sposeranno all’estero, più si afferma il valore dell’impegno che viene assunto. Non solo ma fa capire quanto tutto ciò sia voluto dalla collettività omosessuale nel mondo. Ed è voluto perché finalmente si può vivere alla luce del sole una storia di amore, cosa che fino a neanche 50 anni fa era negata. Da questo punto di vista, la nascita della comunità Lgbt è un fenomeno storicamente e relativamente nuovissimo. Nel caso specifico, i due ballerini provengono dal mondo anglosassone dove c’era la pena per chi era omosessuale, poi cancellata ma solo nel Novecento»

Quanto c’è di vero e quanto di marketing televisivo in quella richiesta di matrimonio e in quel bacio in diretta? La Incontrada ha detto che non ne sapeva nulla e non c’era niente di preparato. Lei che idea si è fatto?

«Non sono del tutto sicuro che la cosa sia stata spontanea come ha dichiarato la Incontrada ma il fatto che ci fosse proprio la Incontrada e soprattutto la Littizzetto che da sempre è una nostra testimonial che si batte per i diritti degli omosessuali e la reazione che ho visto sui loro volti, mi fa capire che non si sia trattato di una cosa studiata. Ma se anche lo fosse stato, almeno muove da un sentimento vero, autentico, mentre in moltissime trasmissioni orribili che si propinano nel pomeriggio si parla di cose molto finte. Da questo punto di vista, comprendo anche un certo fastidio da parte delle persone eterosessuali perché la nostra affermazione interroga anche la crisi della coppia etero; ci sono meno matrimoni e i matrimoni molto spesso si sfasciano. Tuttavia, la nostra affermazione può aiutare anche a comprendere che oggi quello che conta è l’autenticità dei rapporti tra le persone»

In che modo?

«Noi non ci sposiamo per la cerimonia in sé, per i regali - una tradizione storicamente eterosessuale -; no, quando noi ci uniamo è perché effettivamente, oltre al bisogno di regolare i nostri diritti, abbiamo e crediamo in un progetto di vista, che poi può durare o meno ma esattamente come vale per le unioni etero. Da questo punto di vista, noi siamo neofiti e quindi stiamo cercando di prendere il meglio di una tradizione che, appunto, è l’autenticità del sentimento con un impegno serio tra due persone. Trovo molto importante che vi siano simili opportunità in tv e del resto va riconosciuto a Sky di avere un palinsesto molto attento a questi temi e non è un caso sia uno dei canali più amati dalla comunità Lgbt; perché propone trasmissioni dove presenta la nostra realtà al pari di quella delle persone etero. Il fatto però che io e lei stiamo commentando quanto accaduto in tv come un’eccezione, significa che abbiamo da fare ancora molta strada».

Cosa risponde a chi obietta l’inopportunità di un gesto così forte in tv in un Paese come l’Italia dove la legge non consente il matrimonio tra persone dello stesso sesso?

«Beh, il torto qui non è della coppia omosessuale ma del nostro Paese che non ha ancora una legge. Mi domando: se fosse stata una dichiarazione d’amore con richiesta di matrimonio tra una coppia etero qualcuno avrebbe mai alzato il sopracciglio? Allora, chiariamoci fino in fondo: se c’è una polemica su questo, vuol dire che c’è un giudizio sugli omosessuale e la loro sentimentalità. Io non amo mai pronunciare la parola ‘omofobia’, però è chiaro che c’è un giudizio morale in base al quale si ritiene un bene che queste persone non si esprimano pubblicamente. E’ come quelli che dicono: a casa loro possono fare quello che vogliono ma… Cosa vuol dire? E’ come dire ai neri: avete un colore diverso allora dipingetevi la faccia, o agli ebrei di stare nei loro ghetti. Se ancora ci sono questi giudizi sulle minoranze, significa che stiamo ancora indietro. Per fortuna, gran parte dell’opinione pubblica è ormai d’accordo con noi rispetto alla visibilità e ai diritti delle persone omosessuali; anche tra i cattolici e questo è il frutto del lavoro culturale che stiamo facendo. Per carità, l’obiezione di chi è critico ci sta tutta, ma fonda le proprie radici su un pregiudizio ancestrale»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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