Per la Berti la pensione è un dramma: come fu per Antonelli e Califano

08 maggio 2015, Marta Moriconi
Franco Califano, a 72 anni, già malato, aveva chiesto aiuto allo Stato invocando la legge Bacchelli così: «Sì, non me ne vergogno: il 15 luglio di quest'anno sono caduto dalle scale e mi sono rotto tre vertebre. Questo incidente ha fatto venir meno la mia unica consistente fonte di reddito, ovvero le serate. E mi ha messo in ginocchio».

Per la Berti la pensione è un dramma: come fu per Antonelli e Califano
Prima ancora c'era stata quella lettera aperta di Lino Banfi sulla pagine del Corriere della Sera, che si era rivolto all'allora ministro dei beni Culturali Sandro Bondi chiedendo aiuto per l'amica Laura Antonelli e raccontando di un incontro con l'attrice che viveva grazie a una pensione di 510 euro al mese oltre che di carità oltre che con i doni della parrocchia. Un appello che la stessa Antonelli spense, chiedendo il silenzio su di lei. 

Ora è Orietta Berti torna a far parlare di sé. Afferma di percepire una pensione di 900 euro, che sarebbero troppo pochi rispetto ai contributi versati.

Certo, lei chiarisce di non vivere nel bisogno, ma per cinquant’anni di contributi una pensione di 900 euro le fa sorgere una domanda: "E' mai possibile aver dato tanto e ritrovarsi con così poco in mano?”.

E' un’intervista al “Settimanale Nuovo” quella che rilascia e che denuncia anche un'altra triste faccenda: “Molti contributi non mi sono mai stati versati. Sono andati perduto quelli dal 1965, quando ho cominciato a cantare professionalmente, fino a quelli dei primi anni Ottanta. Quando facevi le serate quasi nessuno ti versava i contributi: era prassi. La tv, per fortuna, si comportava diversamente quindi quelli non li ho persi”.

Insomma, per fortuna che non vive di pensione, altrimenti non ce la farebbe. 
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