Loris, parla la criminologa Bruzzone: "L'inconscio non perdona. Stiamo già avendo delle anticipazioni..."

08 maggio 2015, Marta Moriconi
Loris, parla la criminologa Bruzzone: 'L'inconscio non perdona. Stiamo già avendo delle anticipazioni...'
Veronica Panarello, attualmente in carcere con l'accusa di aver ucciso il figlio Loris, prima ha tirato in ballo i vicini di casa, poi ha parlato di un pugno che il marito le avrebbe dato. Mentre il legale del signor Stival lo ha difeso parlando "di attacchi ingiusti", IntelligoNews ha ascoltato il parere della dottoressa Roberta Bruzzone, la nota criminologa, che ci ha offerto spunti di riflessione importanti. 

Accuse e contro-accuse tra la mamma e il papà di Loris. Come va inquadrato quanto sta succedendo tra i due? 

«Mi sembra che in questa famiglia ci fossero dei malesseri nella coppia, non penso affatto ascrivibili a forma di maltrattamento adesso paventate. E’ chiaro che c’era comunque del disagio, peraltro sono genitori molto giovani forse proiettati in una situazione più grande di loro, lui faceva un lavoro che lo portava spesso fuori casa, il piccolo era dimagrito tanto negli ultimi mesi, si parla di 4 chili: sono dati importanti. La vicenda ormai è alla fase finale sotto il profilo investigativo, verrà terminato l’incidente probatorio, e una volta cristallizzate tutte le valutazioni relative agli spostamenti della Panarello si andrà al processo dove ci sarà la costituzioni di parte civile che sancirà una spaccatura insanabile, stiamo già avendo delle anticipazioni».

Si riferisce alla posizione del papà di Loris?

«Che il marito sia stato tirato un po’ per la giacchetta per schierarsi dalla parte della moglie e che lui non lo voglia fare mi pare abbastanza evidente. Sottolineo un passaggio che mi ha colpito nell’ultimo interrogatorio della Panarello che addirittura riferisce di rumori sentiti la mattina all’interno del palazzo provenienti dai vicini».

Che interpretazioni dà a questa sottolineatura sui vicini da parte della Panarello?

«Ci leggerei, da avvocato del diavolo, implicitamente un’ammissione che la scena del crimine è veramente all’interno del palazzo. Se è vero che ha portato il bambino a scuola che importanza può avere la gente che c’era nel palazzo? Lei invece ricorda di aver sentito la musica. Se il caro Loris a scuola non ci è mai arrivato questo chiude il cerchio».

Il fatto che dalle telecamere quel bambino nell’ombra sembra risultare non essere Loris, conferma quello che sta dicendo?

«Se la Panarello fa dichiarazioni che riguardano la presenza di persone nel palazzo implicitamente ci sta dicendo che quello è il luogo dove si è consumato il delitto. Sono valutazioni di tipo logico-deduttivo, come si dice in gergo: l’inconscio non perdona. Il processo lo accerterà».

Dalle immagini delle telecamere sembra che questo bambino nell’auto sia più alto di Loris però...

«Il bambino si vede e sta fuori insieme alla madre e al fratellino, poi si vede un altro bambino, il più alto dei due, rientrare nel palazzo: quello potrebbe essere Loris. Le immagini delle varie telecamere lo certificheranno».

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