Era "quasi parolaccia", ora è "la parola": benvenuta bellezza!

08 marzo 2014 ore 9:00, Paolo Pivetti
Era 'quasi parolaccia', ora è 'la parola': benvenuta bellezza!
Bellezza
, ecco la parola della settimana. Parola imprevista, inattesa, inimmaginabile fino a poco tempo fa. Chi mai, in momenti tormentati come i nostri, pensava alla bellezza? Nel pieno della crisi che potrebbe persino diventare default, anche se da poco lo spread sembra domato, ma nel frattempo cresce con metodicità da incubo il deficit, il tutto nelle parole sterilizzate di finanzieri e politici, divenute ormai pubblico dominio negli scambi di lamentele al mercato o di battute sui tram, a significare sempre e comunque povertà. Cosa c’entra con tutto questo la bellezza? Perché irrompe sulla scena a incrinare la crosta di rassegnazione che si stava facendo sempre più spessa e definitiva e inappellabile? Il neo designato premier si sbraccia e si sgola per convincere il popolo che lui cambierà le cose e il popolo lo sta a guardare con lo sguardo paziente e distratto degli esperti in delusione. In questa immobilità, irrompe la notizia, peraltro attesa ma sembrava impossibile crederci: “La Grande Bellezza ha vinto l’Oscar per il miglior film straniero”.
Era 'quasi parolaccia', ora è 'la parola': benvenuta bellezza!
Il film, che può essere discusso e criticato, ma certamente, con un linguaggio suo forse fin troppo palese e scoperto esalta la Bellezza, la Grande Bellezza, ci dà una scossa, come svegliandoci da un sonno profondo: ma ci eravamo accorti che al nostro mondo mancava totalmente la Bellezza? Wolfgang Goethe l’aveva diagnosticato due secoli e mezzo fa con una lucida semplicità che poteva suonare da profezia per tutta la storia da lui sino a noi: “Il tempo del bello è finito” aveva detto. E aveva ragione; profeticamente ragione. Certo, questo film non ha il potere di far rinascere, da solo, il bello in un mondo appena uscito dal Secolo delle idee Assassine, devastato dalle cementificazioni, dai disboscamenti, reso più pericoloso da un ambientalismo bigotto e radicale che considera la civiltà umana un incidente di percorso e pretenderebbe di lasciare la natura al suo caos; in questo mondo dove persino le cose belle rimaste in piedi sono a rischio spray per l’impunita aggressività dei writers stradali. Questo è soltanto un film, un film che è giusto discutere e anche trovargli dei difetti, ma con tutti i difetti e limiti che vi possiamo riscontrare ha la virtù di porre al centro la parola Bellezza. E la parola è pensiero, secondo la saggezza dei nostri padri Greci, nella cui lingua lògos significa appunto parola ma anche, e prima ancora, pensiero. Sorrentino ci ha fatto dunque balenare nel cervello, o forse più probabilmente nel cuore, il pensiero della Bellezza. Che possa essere, proprio questo, umile e disarmato di fronte alle forze strapotenti della crisi, un primo passo vero, serio, credibile, per uscirne?
autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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