Pedofilia, lobby gay e centro-destra contro l'arcivescovo Barbarin. Chi lo difende

08 marzo 2016 ore 9:28, Americo Mascarucci
La Chiesa ancora nella bufera per casi di pedofilia nel clero.
Sui social network è infatti partita la contestazione all'arcivescovo di Lione e primate delle Gallie, Philippe Barbarin, accusato di aver coperto un prete pedofilo negli anni '90 quindi del reato di omessa denuncia e "messa in pericolo della vita altrui". 
L'arcivescovo è stato accusato in particolare di utilizzare due pesi e due misure: severo, rigido ed intransigente con i fedeli soprattutto con quelli che vivevano in condizioni "di peccato", i divorziati risposati ad esempio, le coppie gay ecc. e straordinariamente benevolo ed indulgente con i preti pedofili. 
Sta di fatto che è stata promossa una petizione firmata anche da alcuni cattolici, che chiede a Papa Francesco la rimozione del sacerdote che non avrebbe denunciato alla Giustizia le moleste a lui segnalate da alcuni parrocchiani. 
Una vicenda che ha scosso anche il mondo della politica. Barbarin che è un vescovo di tendenze conservatrici è stato scaricato pare anche dalla destra che lo ha sempre sostenuto e che si è fatta scudo delle sue posizioni per sostenere le proprie battaglie in difesa della famiglia, della vita, del matrimonio ecc. 
Il deputato di centrodestra, già sottosegretario Yves Jégo, ha chiesto il passo indietro di Barbarin al fine di "tutelare l'istituzione che rappresenta",
In prima linea contro Barbarin ci sono soprattutto le "lobby Lgbt" che ora hanno una ghiotta occasione per puntare il dito contro un prelato da sempre in prima linea contro il matrimonio omosessuale.  
Intanto in procura c'è il fascicolo a carico di Barbarin aperto. a seguito delle denence di tre ex scout. Sarebbero già 55 le testimonianze ritenute dagli inquirenti "assolutamente credibili" di adulti che frequentavano tra fine anni Settanta e fine anni Ottanta la diocesi lionese e che si sono imbattuti nei preti pedofili. Soprattutto in Bernard Preynat, 71 anni, che il 27 gennaio scorso è finito sotto inchiesta ed ha confessato gli abusi, accusandosi persino di stupri per i quali non era stato chiamato in causa. Per uno degli ex scout che è uscito allo scoperto, Bertrand Virieux, 44 anni, diventato cardiologo, padre Preynat "era un vero e proprio predatore, attaccava soprattutto ragazzini fra gli 8 e i 12 anni, biondini e con gli occhi blu. Come me".

Barbarin, nonostante le accuse sui preti di Lione piovessero da anni, in particolare da madri di quegli scout vittime di abusi, non rimosse il "predatore" quando, nel 2007, ebbe pubblicamente conoscenza dei fatti. All'epoca, lo giustificano le gerarchie, "era convinto che il prete avesse rotto con il suo passato". E gli confermò l’incarico in diocesi, con il rischio che continuasse a venire a contatto con bambini. Soltanto nel 2014 arriva la rimozione, dopo che Barbarin ha avuto "la testimonianza diretta di una vittima" ed ha "consultato Roma". Se l’inchiesta andrà fino in fondo, il card. Barbarin e i suoi collaboratori rischiano tre anni di carcere e 45.000 euro di multa per omessa denuncia di violenze sessuali su minori.

Tuttavia la Conferenza episcopale francese lo difende: "Il card. Barbarin e la diocesi di Lione collaboreranno con serenità e fiducia con la giustizia e forniranno agli inquirenti tutte le informazioni a loro disposizione per far luce su questi eventi la cui complessità e lontananza storica richiedono un approccio prudente". È quanto si legge in un comunicato diffuso dalla diocesi di Lione e rilanciato dalla Conferenza episcopale francese.
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