"Quasi tutti parenti": così Monterosso accoglie con cori e striscioni Pollicardo

08 marzo 2016 ore 10:11, Andrea De Angelis
"Quella di Monterosso è una comunità molto coesa, ci conosciamo tutti e siamo quasi tutti parenti. Gino era molto stanco ma felice e dopo 8 mesi posso immaginare cosa abbia provato a rivedere il suo paese e a rientrare nella sua casa." Lo ha detto ad Askanews il sindaco di Monterosso, Emanuele Moggia, commentando il ritorno nel suo paese natale di Gino Pollicardo, uno dei quattro tecnici della società Bonatti rapiti in Libia 8 mesi fa.

"Tutto il paese ieri sera si è stretto intorno a lui e ai suo familiari. Già prima dell'arrivo quando si è sparsa la voce che erano a Roma e sarebbero tornati a casa in serata gli abitanti sono scesi in strada e hanno iniziato a radunarsi sotto la sua abitazione. Quando Gino è arrivato in macchina erano tutti lì ad aspettarlo, c'era grande confusione e gli sono stati tributati cori e striscioni", ha proseguito il primo cittadino, spiegando però che "per ora non organizzeremo nessuna festa. So che Gino vuole aspettare il funerale dei compagni. C'è stata una grande accoglienza, ma la festa come l'avevamo pensata non so quando avverrà".
'Quasi tutti parenti': così Monterosso accoglie con cori e striscioni Pollicardo
"Non auguro a nessuno quanto abbiamo passato in questi mesi, eravamo in mano a dei criminali non a delle bande armate" ha detto ieri sera Gino Pollicardo arrivando a Monterosso dove è stato accolto dagli applausi di amici e vicini di casa che hanno esposto striscioni di bentornato. "Il vostro affetto mi ricambia di mesi di sofferenze. Non auguro a nessun essere umano di passare le vessazioni, le ritorsioni, le umiliazioni e le frustrazioni che abbiamo dovuto passare io e i miei colleghi in questi mesi di prigionia, per mezzo non di un gruppo armato ma di criminali" ha detto. "Non posso non stringermi nel ricordo dei miei colleghi con i quali ho condiviso pianti, sofferenze speranze e che purtroppo non hanno avuto la stessa fortuna". 
A parlare è anche la moglie di Gino. Ema, che insieme ai figli Gino Junionr e Jasmine ha accompagnato il marito in un giro del piccolo borgo ligure per ricevere l'abbraccio e l'affetto dei compaesani: "Sono contenta ma è una gioia velata di tristezza. Sarebbe stata vera gioia se fossero tornati tutti e quattro". 

Desta intanto clamore un'intervista rilasciata da Pollicardo a Repubblica nella quale non mancano parole di critica all'Italia. In un passaggio, poi, spiega come sono stati scelti i due che poi hanno perso la vita: "Penso a Failla e Piano. Ho la rabbia dentro per una storia che doveva finire diversamente. Mi ricorderò sempre quando li hanno presi e portati via. Erano più magri di noi e entravano nel pick up, per questo li hanno scelti".


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