Pensioni, la Camusso va all'attacco: "Legge insostenibile, da cambiare subito"

08 marzo 2016 ore 10:00, Andrea Barcariol
Non usa giri di parole Susanna Camusso, segretario generale della Cgil per esprimere la sua opinione sulla legge sulle pensioni definita "insopportabile". "Chiediamo al governo di aprire un confronto serio per cambiare una legge ingiusta - ha spiegato la Camusso -. Ci vuole un cambiamento perché è una legge insopportabile. Quella delle pensioni è una ferita che non si rimargina da sola. La legge Fornero bisogna cambiarla per due ragioni: il lavoro non è uguale per tutti e portarlo tutto allo stesso livello con la logica che l’aspettativa di vita si innalza è un errore. Bisogna poi ragionare sulla flessibilità perché ci sono tante lavoratrici e lavoratori che sono entrate a lavoro a 14 anni e non ci possiamo aspettare che restino tutti fino a 67 anni. Così non si può fare il turn-over e non c’è lavoro per i giovani”. L’appello è arrivato alla vigilia della Giornata dell’8 marzo, rilanciato in occasione di un convegno sulla farmaceutica ‘al femminile’ organizzato da Farmindustria ed accolto pure dalla leader della Cisl, Annamaria Furlan, e dal presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi.  Il sindacato insiste per l'introduzione di nuovi elementi di flessibilità per l'uscita dal lavoro che possano superare le rigidità imposte dalla legge Monti-Fornero. Una presa di posizione ampiamente prevedibile viste anche le ultime dichiarazioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi a Domenica Live sulla riforma pensioni e sull'impossibilità a prendere al momento impegni ufficiali in attesa di risposte dall'Europa.

Pensioni, la Camusso va all'attacco: 'Legge insostenibile, da cambiare subito'
Pronta la riposta del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, presente all'incontro e chiamata in causa dalla Camusso sul palco con tono polemico: "Vedo che applaude, spero che si faccia promotrice nel Consiglio dei ministri della proposta". “E’ evidente che il sistema dell’età pensionabile per le donne vada rivisto anche se ci vorrà tempo ed equilibrio. - ha sottolineato la Lorenzin - Le donne hanno infatti un carico di presa in cura sia nei confronti degli anziani sia dei bambini. Ciò crea dunque dei problemi. Far lavorare una donna fino a 70 anni è molto di più che usurante: diventerà un tema serissimo su cui bisogna riflettere. Con questo innalzamento c’è un cambiamento sociale molto forte che va affrontato. Bisogna rivedere tutta la macchina del welfare e avere una visione per il nostro Paese che sia a venti anni e non a breve termine”.



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