Spid è la nuova digitalizzazione del cittadino: servizi online e "fai da te"

08 marzo 2016 ore 14:35, Luca Lippi
Si chiama Spid acronimo di sistema pubblico d'identità digitale, ed è una password universale per accedere a diversi servizi sulla scia della digitalizzazione della pubblica amministrazione e la facilitazione all’accesso dei servizi della stessa. Una rivoluzione insomma!
Si diceva che avremmo potuto ottenere la nostra identità digitale la super password, per l'accesso a tutti i servizi pubblici via internet, da Telecom Italia, Poste Italiane e Infocert, già da gennaio, ovviamente siamo in ritardo, ma è poca cosa, siamo nell’area del “solito moderato disordine”. 

Spid è la nuova digitalizzazione del cittadino: servizi online e 'fai da te'
Secondo le norme (il decreto attuativo Spid) farebbe scattare i 24 mesi di tempo entro cui tutte le pubbliche amministrazioni saranno obbligate a rendere i propri servizi compatibili con Spid. Significa che entro dicembre 2017 avremmo potuto usare questa super password (la nostra identità digitale) per accedere a servizi che vanno dal pagamento della tassa sui rifiuti a quello della mensa scolastica; dall'iscrizione dei bambini all'asilo alla consultazione dei referti medici e la prenotazione di esami. Ci faremo "riconoscere" digitando la password Spid, sulla pagina web del servizio, e potremo utilizzarlo senza ulteriore burocrazia. L'Agenzia fa sapere che sono già 300 i servizi compatibili con Spid. È il caso di 114 servizi dell'Inps (dal riscatto della laurea alla richiesta degli assegni familiari), 103 dell'Inail (consultazione Cud, richiesta bollettini) e molti dell'Agenzia delle Entrate. Ci sono poi sei Regioni già pronte con alcuni servizi locali: sono Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Marche e Toscana (con la possibilità di pagare alcuni tributi e la mensa scolastica, e i servizi sanitari).
Come si ottiene questa password? Secondo la normativa i modi sono tre, Lo Spid arriva per raccomanda o per mail. Ma l'invio non sarà automatico, si deve fare richiesta al gestore dell'identità digitale: un'operatore dedicato, accreditato dalla P.a. e iscritto in un apposito albo (Tim, Poste e Infocert, appunto). Per ottenere lo Spid occorre dare dati anagrafici: nome, cognome, sesso, luogo e data di nascita, codice fiscale, estremi del documento d'identità, mail, numero di cellulare. Tutto sarà poi sottoposto a verifica (a vista o per vie digitali). L'Agid, l'Agenzia per l'Italia digitale che guida le operazioni, assicura che lo Spid é a costo zero (esclusa la "smart card").
Come sarà composta questa password? Sarà composta da minimo otto caratteri, con alcune condizioni: almeno un numero e un simbolo speciale (%, #, $), mai segni uguali consecutivi, sia lettere minuscole che maiuscole. La password va aggiornata ogni sei mesi. Sarà comunque il gestore dell'identità digitale, a dettagliare gli standard.
Livelli di sicurezza: le regole sono state sottoposte al vaglio del Garante della Privacy, proprio per assicurare la riservatezza. Tre i livelli di sicurezza, a seconda del servizio. Al livello base serve solo il Pin unico (username e password), al secondo gradino si affianca una "one time password" (usa e getta, come quelle degli home banking), al terzo si aggiunge una sorta di "smart card", un supporto fisico (è il caso di operazioni come il trasferimento di fondi o lo scambio di documenti con dati sensibili).
Le tappe dell’attuazione: Marzo dovrebbe essere il mese giusto (in ritardo di tre mesi sulla origibaria tabella di marcia). Oggi è prevista una conferenza stampa a palazzo Vidoni con tutti i principali attori, tra gli altri, oltre al ministro, Antonio Samaritani (Agid), Tito Boeri (Inps), Marco Patuano (Tim) e Francesco Caio (Poste). L'intento è quello di accelerare per arrivare entro il 2017 ad avere tutti i servizi pubblici online. In bocca al lupo!
autore / Luca Lippi
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