Epatite C, il male d'Europa: non attacca solo il fegato e uccide più dell'Hiv

08 marzo 2016 ore 10:53, Lucia Bigozzi
Non solo il fegato. Nel “target” dell’epatite C non c’è solo il fegato ma anche altri organi con la possibilità di arrivare a vere e proprie patologie. Un nuovo modo di leggere la malattia, al centro di una conferenza a Boston alla quale hanno partecipato i massimi esperti a livello internazionale (l’acronimo dell’evento è Croi, ovvero Conference on retrovirus and opportunistic infections): in questo contesto l’indicazione che arriva dagli specialisti proprio sul nuovo modo di approcciare la patologia è parlare di malattia da virus. Se finora è appurato che il virus Hcv colpisce in modo particolare il fegato provocando problematiche quali la fibrosi ma anche il tumore, o comunque determinando una patologia cronica, da Boston arriva una visione più “larga” del problema perché gli esperti rilevano la possibilità che il virus Hcv possa determinare anche infiammazione in altri organi o favorire l’insorgenza di altre patologie. Secondo quanto riferisce al Corsera Giuliano Rizzardini, responsabile della I Divisione di Malattie infettive all’Ospedale Sacco di Milano “tre pazienti su quattro che presentano un’infezione cronica da virus C, possono andare incontro a una serie di complicanze come crioglobulinemia, linfomi, diabete, problemi cardiovascolari o danni renali più facilmente rispetto a chi non ce l’ha. Eliminando il prima possibile il virus, si possono anche prevenire o controllare queste situazioni”. Le complicanze la cui insorgenza è considerata nel novero delle probabilità riguardano il funzionamento dei reni. 

Epatite C, il male d'Europa: non attacca solo il fegato e uccide più dell'Hiv
Ma come si combatte il virus? Attualmente l’Aifa, ovvero l’Agenzia italiana del farmaco, ha preventivato di trattare a partire dallo scorso anno circa 50mila pazienti che corrispondono ai casi più gravi . Ma il cambio di passo sta proprio nel considerare altrettanto fondamentale, se non di più, un’azione di prevenzione e di intervento precoce. Sollecitazione che arriva direttamente dalla comunità scientifica secondo cui occorre mettere in campo un meccanismo di  trattamento precoce, in grado di agire nell’organismo già nelle fasi iniziali della malattia. Anche perché intervenire prima significa non solo dare al paziente un vantaggio ma pure contenere il problema dal punto di vista economico, versante cure. Un altro dato per capire le dimensioni del fenomeno l'epatite C: è considerata una delle infezioni ad oggi più diffuse ma di cui meno si parla. I dati delle rilevazioni scientifiche dicono che nell’Unione Europea ci sono più morti per epatite C che per Aids, e l'infezione da HCV è sette volte più diffusa rispetto a quella da HIV. Le stime degli persone malate sono impressionanti: si parla di 15 milioni di europei, dei quali i malati sono più di un terzo, circa 5 milioni e mezzo di persone. 

autore / Lucia Bigozzi
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