Donne, ricordate i ragazzi dei fotoromanzi tanto amati? Gasparri, Delys e Dani

08 marzo 2016 ore 13:10, intelligo
di Anna Paratore

Negli anni ’70, gli Anni di Piombo, del femminismo ad oltranza, della contestazione anche violenta, i fotoromanzi erano la lettura preferita delle ragazze italiane, e ogni settimana se ne vendevano centinaia di migliaia di copie in una nazione dove la carta stampata non è mai stata troppo di moda. A rendere possibile questo piccolo miracolo in controtendenza nella società del tempo, c’erano loro, gli eroi incontrastati della fotografia in bianco e nero. I bellissimi interpreti di storie strappalacrime. I ragazzi che tutte le donne italiane amavano: Franco Gasparri, Max Delys e Franco Dani.

Ora che la televisione, internet e quant’altro hanno ridimensionato moltissimo i fotoromanzi, praticamente azzerandoli o rendendoli al massimo pubblicazioni di nicchia, che ne è stato di questi splendidi giovani uomini che in quegli anni furono dei veri e propri idoli? Sicuramente il loro destino è già noto alle fan che con tanta dedizione li seguivano, ma sono piuttosto oscuri per chi non è mai stato un estimatore di questo tipo di pubblicazioni.

Il più noto tra gli idoli dei fotoromanzi italiani è stato senz’altro Franco Gasparri. Bellissimo fin da ragazzino, come possono testimoniare alcune immagini tratte dal set del film Maciste contro i giganti, dove ebbe una piccola parte. Crescendo, se possibile, il suo fascino continuò a crescere con lui. Franco era il figlio putativo di Rodolfo Gasparri, noto pittore e cartellonista che proprio per motivi di lavoro da Senigaglia, dove Franco era nato nel 1948, si trasferì a Roma con la famiglia. Qui fu ben presto notato e in breve divenne la stella di prima grandezza dei fotoromanzi della Lancio, dove lavorò a centinaia di storie con le colleghe più quotate della casa editrice. Sebbene la grande popolarità raggiunta gli avesse dato molte soddisfazioni, Franco mirava al cinema che alla fine si accorse di lui. Iniziò la sua carriera con la trilogia Mark il poliziotto (1975), Mark il poliziotto spara per primo (1975) e Mark colpisce ancora (1976), per la regia di Stelvio Massi. Tutti e tre i film ebbero eccezionali incassi al botteghino e si inserirono a pieno titolo tra i migliori esempi del filone "poliziottesco", tanto in voga in quel periodo. Dunque, era iniziata una nuova carriera per Franco Gasparri, quella che lui desiderava e che prometteva di essere soddisfacente almeno quanto se non di più rispetto ai successi con i fotoromanzi. Purtroppo, il destino aveva in serbo altro. Il 4 giugno 1980, Franco Gasparri fu vittima di un gravissimo incidente con la sua motocicletta, una Kawasaki Z900 nera, a cui l’attore era legatissimo. In seguito alla caduta, Gasparri rimase completamente paralizzato ma ancora in grado di lavorare come redattore sulle riviste di fotoromanzi. Si è spento nel 1999 appena cinquantenne, e le sue spoglie riposano nel piccolo cimitero di Borgo Hermada, non lontano dal Circeo. Era stato sposato a Stella Maccalè, nota stilista romana, e da lei ha avuto due figlie Stella, attrice e doppiatrice, e Luna.

Max Delys era forse meno bello di Franco Gasparri, ma aveva anche lui un seguito enorme di innamoratissime fan. Forse per via di quell’aria fine, da gran signore, di quell’alone di classe che lo circondava e che gli faceva interpretare benissimo i ruoli da “principe azzurro” come sono praticamente tutti quelli disponibili nei fotoromanzi se non sei designato ad impersonare il cattivo. Max Christian Delys era nato a Cannes, l’ 11 luglio 1951, e fin da ragazzino aveva desiderato di sfondare nel mondo dello spettacolo. Per questo alla fine degli anni ’60, insieme alla sua ragazza Dominque Sonda, si trasferì a Roma, all’epoca l’Hollywood sul Tevere, e andò a vivere nel quartiere più bohémien della città, Trastevere. All’inizio, però, trovò parecchie difficoltà con il cinema, e cominciò così la sua collaborazione coi fotoromanzi che, ben presto, divenne un lavoro appagante e remunerativo. Dal 1973 al 1983, Max interpretò per la carta stampata oltre trencentocinquanta storie, un numero di tutto rispetto. Del resto, il suo fisico da ex nuotatore – in Francia era arrivato secondo ai campionati nazionali di stile libero 100 metri – e il suo volto dai lineamenti delicati aiutavano molto. Ma Max ancora non aveva abbandonato il suo sogno di diventare attore cinematografico, così per prepararsi all’attività andò a New York per studiare all’Actiors Studio. Purtroppo gravi problemi di droga lo costrinsero a interrompere la carriera. E’ morto in Francia, giovanissimo, nel 1983. I motivi della sua prematura dipartita, non sono noti.

Terzo ed ultimo di questi idoli del fotoromanzo, è Franco Dani, romano, classe 1946, forse il meno amato dei tre, ma sicuramente anche lui tra i più noti e con un destino per fortuna più fortunato rispetto a quello dei suoi due colleghi. Dani, infatti, dopo una lunga permanenza nel settore dei fotoromanzi, e alcune pellicole cinematografiche che comunque non gli diedero il successo che sperava, cominciò a dedicarsi a quello che amava di più, il canto e la musica. Alla fine degli anni ’70 iniziò a comparire in famose trasmissioni televisive, come MilleVoci, incidendo alcuni pezzi che ebbero anche un discreto successo di pubblico e di vendite. Da allora la sua carriere non si è mai interrotta e sebbene non sia mai diventato un artista conosciuto a tutti i livelli, Dani può godere di un suo pubblico affezionato ed entusiata. Tra l’altro è stato anche il vincitore dell’edizione 1981 di Un disco per l’estate, con Piccolo amore mio un brano che in Sudamerica fu poi vendutissimo. Nel maggio 2015 viene pubblicato il minialbum La mia voce, contenente Fammi toccare il cielo, La voce mia, la rivisitazione del suo cavallo di battaglia Bailando mio amor e un altro inedito dal titolo Per sempre mia (L. Mosello-C. Lancioli-P. Mirigliano); gli arrangiamenti sono di Roberto Russo.
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