8 marzo, Fulvio Abbate: "Festa benedetta! Donne, non sposate il modello maschile"

08 marzo 2016 ore 13:58, Andrea De Angelis
Irriverente, come sempre. Ma l'augurio finale per le donne piace anche a chi appare anni luce distante dal suo pensiero. IntelligoNews per l'8 marzo ha sentito il giornalista e scrittore Fulvio Abbate...

Cos'è l'8 marzo per Fulvio Abbate?
"Non essendo egoista benedico la festa della donna! Consente infatti a molte donne ancora adesso schiave dei doveri familiari di poter almeno un giorno all'anno uscire con le amiche, o meglio ancora fare sesso con un uomo o una donna che restituisca loro il sorriso". 

Violenza e sfruttamento sono due sostantivi molto utilizzati oggi. Cosa dimostrano? Le differenze ancora esistenti in ambito sociale e civile?
"Ci sono delle differenze fortissime. La percezione di tutto questo è nell'uso dell'immagine femminile così come viene fatta nella pubblicità che riduce la donna a oggetto sessuale. La pop art attraverso un suo artista che si chiamava Allen Jones ha presentato un tavolo di cristallo che si reggeva su una donna seduta a quattro zampe. Lì c'è una critica oggettiva della condizione di sottomissione della donna, mentre l'uso che la pubblicità fa del corpo della donna è assolutamente banale". 

8 marzo, Fulvio Abbate: 'Festa benedetta! Donne, non sposate il modello maschile'
Ovvero?
"Il poterla avere a partire da un certo 740, altrimenti sei costretto ad andare con le povere donne di Tor di Quinto (quartiere di Roma, ndr)". 

Sottolinea dunque il legame tra donne e denaro?
"Non solo, faccio una domanda: perché nei quartieri borghesi delle grandi città le donne che incontriamo per strada in procinto di salire sulle loro macchine sono tutte belle? La risposta è semplice: perché i ricchi se le comprano. Le selezionano e le fanno proprie". 

Agli uomini piace la donna del XXI secolo o c'è nostalgia delle donne di un tempo?
"L'uomo vive ormai in uno stato di terrore nei confronti della donna perché si è rotto un patto che era quello dei ruoli. Da una parte è un bene, dall'altra evidenzia che la figura del super maschio è ormai in declino. Marco Ferreri già nel 1978 aveva fatto un film su questo che si intitolava 'Ciao Maschio', il messaggio era chiaro già allora...".

Che augurio fa Fulvio Abbate alle donne?
"Auguro loro di conquistare una posizione di assoluta parità e di non sposare il modello maschile. La liberazione della donna non si può tradurre nell'affermazione del potere". 
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