Bonus bebè prolungabile a "5 anni" per il ministro Lorenzin. Ma chi paga?

08 marzo 2016 ore 15:11, Luca Lippi
Si è già parlato del bonus bebè, uno dei tanti “bonus” erogati dal governo e che sta creando diversi problemi sulla flessibilità richiesta all’Ue che interpreta questi bonus come delle forme di sussidio non idonee a rilanciare la ripresa economica.
Il Ministro Lorenzin è tornata sull’argomento del Bonus proprio oggi, proponendosi di farlo prolungare fino al quinto anno di età del neonato.
Cos’è il bonus bebè? È un bonus riconosciuto alle neomamme già con la legge di stabilità 2015 e riconfermato con quella del 2016, può essere richiesto da chi mette al mondo o adotta un figlio tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. A farne domanda deve essere uno dei due genitori convivente con il figlio. Dal punto di vista economico, il presupposto fondamentale è l’Isee del nucleo familiare non superiore a 25 mila euro annui. Sono 960 euro (80 euro al mese), che arrivano a 1.920 euro (160 euro al mese) per i nuclei familiari il cui Isee non superi i 7 mila euro. L’importo del bonus bebè non è soggetto a tassazione in quanto non concorre alla formazione del reddito complessivo.

Bonus bebè prolungabile a '5 anni' per il ministro Lorenzin. Ma chi paga?
L’assegno è erogato dall’Inps mensilmente per un periodo di 36 mensilità, a partire dal giorno di nascita del bambino (o di ingresso nel nucleo familiare in seguito all’adozione) e fino al compimento del terzo anno di età. Dal punto di vista burocratico, l’assegno va richiesto all’Inps online e deve essere inoltrata a partire dal giorno della nascita del bambino o del suo ingresso nel nucleo familiare e non oltre i 90 giorni.
Sebbene la durata massima sia prestabilita, la legge prevede anche delle ipotesi di interruzione del diritto a ricevere il bonus bebè. Questo accade intuitivamente qualora vengano meno i requisiti economici o anche in caso di decesso del bambino o di revoca dell’adozione. Il bonus bebè viene meno anche se il bambino viene affidato in via esclusiva al genitore che non ha fatto domanda per l’assegno.
Il bonus bebè potrebbe essere prolungato fino al compimento del quinto anno di età del bambino. Lo scopo della proroga nella durata è quello di alleggerire gli sforzi economici della famiglia nei primi mesi di vita del bambino, secondo la Lorenzin il numero contenuto di nascite non dovrebbe creare problemi di copertura economica.
Poi ci sono dei controsensi che inevitabilmente alimentano le proteste di diverse categorie collegate indirettamente, erano stati promessi anche interventi sul tema della pensione donne, pensare di far lavorare le donne fino a 70 anni è qualcosa di veramente inconcepibile soprattutto se inseriamo il contesto all’interno di un menage che spesso vede le “nonne” dover contribuire oltre che economicamente anche fisicamente alla crescita e allo sviluppo dei nipoti allo scopo di consentire ai figli di poter condurre una vita professionale dignitosa. Diventa anche un paradosso cercare risorse per il bonus bebè, è come dare dieci auro a un neonato e dirgli di andare a farsi la spesa da solo!

autore / Luca Lippi
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